DI BARBARA PAVAROTTI

Il Pd toscano è nei guai e Renzi i suoi non li riesce più a controllare. Non bastava aver perso le roccaforti Carrara e Pistoia. Ora a dare più di un mal di pancia ci si è messa pure Lucca, con la sua risicata vittoria del centrosinistra. Succede infatti che nella città delle Mura, il candidato sconfitto del centrodestra Remo Santini, già caposervizio del quotidiano La Nazione, abbia svelato un imbarazzante retroscena pre- ballottaggio. Protagonista, un assessore regionale di sicura fede renziana, Marco Remaschi, molto potente in zona grazie al suo assessorato all’agricoltura.
Costui, secondo quanto rivelato da Santini, il 16 giugno ha telefonato allo sfidante del centrodestra dicendogli queste testuali parole: “Ti volevo dire in maniera del tutto riservata: io non solo non gli do una mano (ndr. al candidato Pd), se posso, quello che posso, poco, te la do a te. Ciao, fidati”.
Telefonata che Santini aveva, da buon giornalista, vedendo chi chiamava, provvidenzialmente registrato grazie a una app installata sul suo telefonino e ora ha fatto ascoltare pubblicamente, perché l’assessore all’inizio aveva smentito e detto che era tutto falso. Dopo la pubblica divulgazione l’assessore dice: era uno scherzo. Ma che giocherellone. Un assessore regionale trova il tempo di flirtare col candidato dell’opposizione per prenderlo in giro?
A Lucca è scandalo e non si parla d’altro. Fioccano veleni e commenti al vetriolo. E si chiedono le dimissioni dell’assessore “traditore”: come può rimanere nella squadra di governo regionale uno che ha amoreggiato con lo sfidante di destra? Il Pd è in grande imbarazzo. Il governatore toscano Rossi dice: “Credo che Remaschi debba riflettere bene sulla vicenda. Me ne occuperò nei prossimi giorni”. Il potente assessore, diploma di scuola media superiore, transfuga della dissolta Margherita, poi renziano doc, minaccia querele. Su cosa non si sa. Non nega adesso la conversazione, ma dice: “ Sfido chiunque a trovare anche una sola persona a cui abbia detto di votare il candidato di destra”. Ecco, l’ha trovata. E proprio la più sbagliata: il diretto interessato.
Ma quali sono i retroscena della vicenda? Per tentare di capire, va detto che il nuovo sindaco, Alessandro Tambellini, è anche quello vecchio, reduce cioè da cinque anni di mandato. Anni nei quali però non ha dimostrato una grande fede renziana, anzi ha fatto anche troppo di testa sua, posizionandosi più vicino alle idee del governatore Rossi che di Renzi. Infatti i super renziani non lo volevano ricandidare, ma, vista la scarsità di scelte, hanno ripiegato sull’usato sicuro, che ha portato a casa la vittoria con appena 350 voti in più dello sfidante. Quindi è plausibile che Tambellini non stesse tanto simpatico all’assessore and company. Anzi, è certo. Ma da qui a comportarsi come “Giuda” il passo è lungo.
L’ipotesi che circola a Lucca è che, essendo stata data la vittoria di Santini quasi per certa, l’assessore abbia voluto ingraziarsi il probabile vincitore in modo da ottenere poi riconoscenza. Ed è anche quello che pensa lo stesso Santini: “La telefonata è arrivata proprio il giorno in cui il Pd ha ricevuto un sondaggio che mi dava per vincitore. Quindi è cominciato il corteggiamento dell’assessore e anche di uno dei capilista del Pd a Lucca. Un partito legato al potere e basta, che per non perdere le poltrone è disposto a tutto. Anche a provare a fare il doppio gioco”.
Normali intrallazzi trasversali in chiave nazionale, ma qui siamo in provincia e a certe cose non ci sono abituati. Non hanno il disincanto di chi è avvezzo ai vizi privati e alle pubbliche virtù della politica. L’indignazione dei lucchesi, come al solito, si riversa sui social: “Non rimestate che aumenta la puzza”, “Che tristezza questo Pd“, “Siete penosi”. Tanto per la rabbia ci sono i social: è qui adesso che si vota, mica ai seggi elettorali. Quelli i lucchesi li hanno disertati a maggioranza.
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