DI SIMONA CIPRIANI
Napoli. Non hanno esitato a sparare nonostante la piazza fosse affollata di gente: alle 19.30 di ieri un commando a volto coperto e a bordo di uno scooter è entrato in azione con l’obiettivo di eliminare un ex collaboratore di giustizia 41enne, ferendo, invece, un adolescente che si trovava con alcuni amici a giocare a pallone in piazza Tafuri alla Marianella, quartiere nell’area nord di Napoli, già teatro dell’agguato di camorra che, nel 2012, coinvolse il giovane Lino Romano, totalmente estraneo a fatti malavitosi. Il quartiere, famoso anche per aver ospitato il concerto da 7000 persone tenuto da Enzo Avitabile, originario della zona, e inserito nel film documentario “Music Life” dedicato all’artista dal premio Oscar Jonathan Demme, è caratterizzato da un’endemica disoccupazione e assenza di servizi sociali e infrastrutturali che lo rendono uno dei più degradati e a rischio della città.
Uno dei killer, piombati nella piazza dove probabilmente erano stati avvertiti della presenza del loro obiettivo, dal sedile posteriore dello scooter, ha mirato all’uomo che è riuscito in qualche modo a scansare il proiettile che ha proseguito,così, la sua corsa andando a ferire il ragazzino 15enne che stava giocando a pallone con gli amici.
L’uomo, scampato all’agguato, è poi fuggito verso la vicina stazione dei carabinieri che sono prontamente accorsi sul luogo, soccorrendo il ragazzo ferito e avviando immediatamente le indagini.
I militari sono riusciti a recuperare il bossolo del proiettile che è stato inviato ai laboratori per eseguire le indagini balistiche, hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza poste sulla piazza e ascoltato le testimonianze dei presenti all’agguato che però, non sono servite a fornire elementi utili all’identificazione dei due killer.
La giovane vittima, soccorsa dal 118 e portata al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco, non ha riportato ferite gravi, non è in pericolo di vita e non risulta in alcun modo legato al mondo della malavita.
Il proiettile che, l’ha colpito a una natica, non ha leso alcun organo vitale e il giovane guarirà in pochi giorni.
Le indagini dei Carabinieri puntano soprattutto sulle dichiarazioni del reale obiettivo del raid, testimone chiave di tutta la vicenda che ha subito un lungo interrogatorio.
L’uomo originario del quartiere è stato per un periodo collaboratore di giustizia. Il Nucleo Operativo dei Carabinieri del Vomero, incaricato delle indagini insieme ai carabinieri della Marianella, vuole, ora, appurare se l’attentato alla sua vita sia stato motivato da una vendetta per le dichiarazioni che aveva reso e mai ritrattato, dal suo passato o per questioni legate a nuove attività criminali.
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