DI MANUELA PALERMI

Opereremo sempre per l’unità, non saremmo comunisti se non lo facessimo. Ma l’unità non esiste in una sola direzione. Per capirci, non è che la fai con Pisapia e Bersani o non la fai. Ieri abbiamo sancito il processo unitario con Eurostop, che è una piattaforma formata da diverse forze politiche e sociali, da tante compagne e compagni senza tessera, da tante organizzazioni e associazioni territoriali. Non è unità questa? Non è accumulo di forze comuniste e di sinistra? Non ci piace stare in uno splendido isolamento perché il nostro obiettivo è quello di cambiare un sistema ingiusto che colpisce soprattutto i lavoratori, i giovani, la povera gente. E quindi comprendiamo benissimo l’importanza del parlamento. Ma non a tutti i costi. Ieri si è svolta una grande assemblea unitaria – certo, ignorata dai media, ma prima o poi saranno obbligati ad accorgersi di noi – a cui oltre al Pci hanno partecipato la Rete dei Comunisti, la Usb, compagne e compagni che hanno abbandonato Rifondazione, la Carovana delle periferie, Attuare la Costituzione di Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale che sta costruendo aggregazioni unitarie in tutta Italia, Noi Restiano, Militanti, e tanti, tantissimi altri luoghi di impegno quotidiano. E agiremo uniti anche con i Comitati del No. Mi viene da ridere quando sento parlare qualcuno di società civile come se ne avesse l’esclusiva (e poi impedisce di parlare ad un importante centro sociale di Napoli come Je so’ pazzo). Noi vogliamo costruire una grande forza unitaria, comunista e di sinistra. Siamo già molti e lo diventiamo ogni giorno di più. Perché gli obiettivi sono comuni, perché c’è sintonia politica. L’unità si fa così

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