DI VIRGINIA MURRU
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A partire dal  4 luglio prossimo, ossia da domani, non saranno più consentite emissioni di libretti di risparmio al portatore, i titolari di quelli già emessi dovranno provvedere ad  estinguerli entro il 31 dicembre del 1918. Chi non rispetterà i limiti imposti, contravvenendo alla nuova normativa, potrà essere multato.
Il decreto legislativo n. 90/2017, approvato dal governo, ha semplicemente recepito le direttive europee  in materia di antiriciclaggio. Si è deciso di porre fine alla circolazione di questi strumenti  perché essi risultano di fatto in contrasto con la IV direttiva europea sul risparmio, in materia di prevenzione del riciclaggio internazionale, e possibile finanziamento al terrorismo.
Non sono ammesse fonti anonime, tutto dovrà scorrere alla luce del sole in termini di risparmio, e rispondere al criterio della massima trasparenza. Da domani quindi entra in vigore il decreto, pubblicato già il 20  giugno scorso nella Gazzetta Ufficiale. Ci sarà tempo fino alla fine del prossimo anno per ‘rendere note’ le giacenze, e c’è un esercito di persone dietro questi libretti di risparmio, tra anonimi e nominali, per un valore che, considerando al riguardo le risorse nel bilancio delle Poste Italiane, supera i centro miliardi. Certo il tasso è diventato negli ultimi anni davvero irrisorio, appena lo 0,01%, se si considera che per decenni, a  partire dagli anni ’30 e fino ai ’70, il tasso era ben superiore, ossia il 2,52%. Più avanti (fino agli anni ’90) ha poi registrato impennate storiche,  fino all’8%.
E tuttavia, anche se i termini di scadenza sono fissati per il 4 luglio, esiste la possibilità di renderli duttili fino al 2 agosto prossimo, nel caso il libretto sia trasmesso ad altre persone, per effetto dei 30 giorni ‘di deroga’ previsti per la denuncia di cessione. Il nuovo decreto mette in rilievo il fatto che ‘l’apertura in qualunque forma di conti o libretti di risparmio in forma anonima, o con intestazione fittizia, è vietata’.
Qualora il titolare del libretto fosse una persona scomparsa, saranno gli eredi ad avere l’onere dell’estinzione, dato che questa forma di risparmio rientra nella cosiddetta ‘massa ereditaria’.
Ma dove finiranno ora questi strumenti di risparmio? Per il momento c’è disorientamento, ma è già abbastanza chiaro il processo di ‘conversione’ per chi è titolare di queste giacenze. Il fine ultimo è quello di abolire i libretti ‘anonimi’.  Finora, per l’incasso, bastava esibirli in uno sportello degli uffici postali o di un istituto di credito. D’ora in poi, in omaggio alla trasparenza, ci si dovrà mettere ‘la faccia’.
Essendone vietata l’emissione, il genitore che intendeva premiare il figlio per un buon risultato scolastico di fine anno, o per un’importante ricorrenza, non potrà più permettersi questi doni convenzionali. Sembra che la quantità di libretti al portatore ‘in circolo’ sia piuttosto rilevante, la nuova normativa mira a portarli in ‘superficie’ trasformandoli in nominativi, dove sia chiaro il nome del titolare. In alternativa, entro la fine del 2018, potranno essere ‘convertiti’ in altri mezzi di risparmio. In definitiva stop ai libretti anonimi. Le alternative comunque ci sono. Prima di tutto la nuova normativa non sancisce l’eliminazione di tutti i libretti di risparmio, ma solo quelli ‘al portatore’, che vengono gestiti in termini di versamenti o prelevamenti, direttamente dal possessore.
La legge sancisce che si potranno ancora aprire dei libretti di risparmio, solo che dovranno essere  nominativi, per rispondere ai criteri di trasparenza cari al decreto emanato dal governo.
Per coloro che possiedono un libretto al portatore è prevista  la sua chiusura, il risparmio in esso contenuto può essere trasferito sul conto corrente o un conto di deposito, oppure può essere estinto ritirando l’importo in contanti. La sanzione è certa per chi non si attiene alla nuova normativa.
Ma vediamo proprio sul piano normativo cosa cambia.
Sono stati modificati gli articoli del decreto 231 del 2007, quelli che vanno dal 49 al 51, con l’articolo 3 del nuovo decreto, nell’ambito delle ‘limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore’.
Con l’articolo 3 si sancisce l’eliminazione dei libretti al portatore, che siano di deposito bancario o postale. Dunque se ne blocca l’emissione a partire dall’entrata in vigore del decreto. La legge di Stabilità del 2016 aveva portato a 3mila euro il limite di utilizzo del contante per i libretti al portatore (depositi bancari e postali). E’ in ogni caso la fine della trasmissione del risparmio tra generazioni, solitamente  riguardava i regali dei nonni ai nipoti. Il divieto di utilizzo di questi strumenti, attraverso l’articolo 50 del decreto, è esteso anche verso mezzi di risparmio simili, aperti in forma anonima, presso stati esteri.
I libretti di risparmio al portatore che si avviano verso l’estinzione, hanno una storia un po’ travagliata alle spalle, con diversi interventi sul limite degli importi e conseguenti modifiche. Ora i libretti, rigorosamente nominali, non potranno avere un saldo superiore ai 1000 euro, ossia il deposito dovrà avere (e non superare) i 999,99 euro di importo massimo disponibile.

 

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