DI GERARDO D’AMICO

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Un operatore con cui ho lavorato in Sicilia mi raccontava che il più delle volte gli incendi in quella regione sono appiccati da chi ha interesse a spegnerli, soprattutto gli stagionali.
E lo fanno nel modo più vigliacco, dando fuoco a gatti o cani cosparsi di benzina, che impazziti dal dolore scappano in giro appiccando diversi focolai.
Io non so se sia vero, se mai qualcuno sia stato arrestato: so che la favola dell’autocombustione è appunto una favola, e che dietro questo scempio di territorio, natura, attività economiche, milioni di animali che restano bruciati c’è la mano dell’uomo. Sono criminali, sono vigliacchi, nessuna motivazione economica può giustificare un delitto tanto grave verso l’ambiente ed il prossimo.
E come ha sottolineato il capo della Protezione Civile, c’è anche la impreparazione, il pressappochismo delle misure di prevenzione e di intervento, da parte di Comuni e Regione.
E non è questione di colore politico, che il disastro di quella regione è antico, si perpetua, chissà se mai avrà soluzione.

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