DI UMBERTO SAMMARINI

Alle prime luci dell’alba, è spirato l’attore Paolo Villaggio, aveva 84 anni e, da molti giorni, era ricoverato al Policlinico Gemelli. Di origine genovese, Villaggio aveva lanciato un tipo di comicità cinica e surreale, diventando in breve, l’idolo di grandi e piccini. Quarant’anni fa, scrisse il suo primo libro su Fantozzi, immediatamente ripreso dal cinema divenne un grande successo cinematografico e letterario. La saga del ragioniere sfigato, con una cornice di personaggi assurdi ed irreali, la moglie piccola e brutta, la figlia somigliante ad una scimmia, la signorina Silvani, un’attempata vegliarda che si atteggia a vamp, il rincoglionito rag. Filini, spopola letteralmente, al pari di un linguaggio geniale e sgrammaticato. ” Vadi ” ” Facci ” ” Dichi ” i suoi cavalli di battaglia. Subito dopo crea Fracchia, altro maltrattato dal destino ma, indubbiamente, meno geniale di Fantozzi. Seguono diversi film modesti, comunque di cassetta. Da molti anni il cinema lo ignorava completamente.
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