DI CHIARA FARIGU

Un sorriso a tutto tondo, due simpatiche fossette tirabaci, una manina che saluta. È il ritratto della felicità: ha appena ricevuto in regalo la sua prima bici e gira per casa facendo incredibili slalom tra divani, tavolini e ostacoli vari. A sostegno due rotelle per evitare qualche capitombolo imprevisto. La prima bici, un amore a prima vista. Mai più sostituito da nessun altro. Con qualche variante ma sempre una due ruote. E in continua evoluzione: dal triciclo con rotelle alla bici senza, dalla mountain bike alla bici da corsa. Una passione, un amore incondizionato. Senza fine. Perseguito, rincorso voluto. Con ogni mezzo e a costo di qualsiasi sacrificio. Un amore ricambiato. Alla grande. Fabio e la bici, una cosa sola fin da quei primi slalom nella cucina di nonna Lina dove trascorreva gran parte del suo tempo nei primi anni di vita.
Sì è lui, il #cavalieredei4mori come lo chiamano affettuosamente i cronisti sportivi.
Per me rimane l’airone bianco di Villacidro per la leggerezza con la quale spiccava il volo tra le impervie salite delle assolate montagne villacidresi dove rodava le sue potenzialità che ne avrebbero fatto il campione che oggi tutti ammiriamo. E al quale guardiamo in questo Tour de France augurandoci che possa regalarci un’altra grande emozione. Come l’ultima quando ha indossato il tricolore

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