DI CECILIA CHIAVISTELLI
Conosciamo la grandezza di David Bowie, la forza delle sue canzoni, i suoi successi e la sua poliedricità. Nota era anche la sua fama di grande collezionista. L’icona rock preferiva raccogliere quasi esclusivamente opere d’arte moderna e contemporanea, come dimostrano i quattrocento lavori messi all’asta da Sotheby’s il 10 e 11 novembre 2016 e stimati circa 12 milioni di euro.  Di queste circa 200 opere riguardavano gli inglesi Graham Sutherland, Henry Moore, Damien Hirst, Simon Hucker, Frank Auerbach. Tra le altre opere figuravano Jean Michel Basquiat, Marcel Duchamp, piatti di Picasso, giganteschi ritratti in bianco e neri di Bowie fatti da Gavin Evens e il capolavoro L’Angelo che annuncia a Santa Caterina di Alessandria il suo Martirio, di Jacopo Robusti detto Tintoretto, la pala d’altare da lui dipinta, verso la fine del 1570, per la chiesa di San Geminiano a Venezia.
E a Venezia farà ritorno almeno per un breve periodo. Tra due anni, durante la Biennale Internazionale d’Arte 2019, l’opera del grande maestro veneziano tornerà nella città dove fu dipinta, insieme a una serie di opere di maestri fiamminghi influenzati da Tintoretto, tra cui Rubens, Van Dyck e Maerten de Vos.
Il capolavoro, che fu acquistato dal musicista inglese all’incirca nel 1987 nella Galleria d’arte Colnaghi a Londra, raffigura Santa Caterina d’Alessandria in una composizione profondamente religiosa ed emotiva ed era esposta nella chiesa di San Gemignano fino alla sua distruzione nel 1807.
Il quadro tanto amato dal “Duca bianco” che l’aveva conservato nella sua collezione per 30 anni, nasconde un dettaglio inedito appena svelato dal Royal Institute for Cultural Heritage di Bruxelles. Infatti un’analisi radiografica ha rivelato un disegno abbozzato precedentemente, e attraverso i ritocchi e gli aggiustamenti sottostanti, che l’autore della pala d’altare fu unicamente il maestro veneziano e non i suoi allievi, come si supponeva.
L’opera acquistata lo scorso anno da Sotheby’s da un anonimo collezionista europeo per 191.000 sterline è stata concessa in prestito permanente alla  Rubens House ad Anversa, ed esposta, prima opera di artista italiano in quel museo, dal 27 giugno scorso insieme a molti dipinti appartenuti o legati a Pieter Paul Rubens e Antoon Van Dyck.

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