DI BARBARA PAVAROTTI
E ora abbiamo anche i consiglieri regionali che fanno gli attori in campagna elettorale. E’ la nuova frontiera della politica renziana in Toscana: tutto diventa spettacolo. E la coppia Monni-Gazzetti ormai è specializzata in queste performances. Sempre lo stesso copione: i due viaggiano in auto ( o meglio, fingono di viaggiare), ammiccano, fanno finta di scherzare (ma come piace a questi renziani giocare, quando gli italiani implorano serietà), si danno “il la” per la battuta irridente all’avversario e fanno teatro. Lei è Monia Monni, quarantenne nata a Firenze, consigliere Pd in regione, folgorata da Renzi, grazie al quale – sono le sue parole – ha ritrovato nuove motivazioni per l’impegno in politica. Lui è Francesco Gazzetti, 46 anni, di Livorno, già giornalista televisivo nella livornese Granducato Tv, e consigliere regionale Pd, ovviamente super renziano.
Lui fa la parte di quello che sa tutto, del maestro che spiega come stanno le cose, del sapiente che fornisce le istruzioni per l’uso, lei quella della sprovveduta che non vuole credere a cotante indegnità e non fa che sorridere, fare l’ingenua e chiedere spiegazioni. Insieme sembrano una macchietta, una fiction. Chi vede per la prima volta i loro video, crede in buonafede che siano due comparse, due attori pagati per la messinscena. Anche perché i due non dichiarano la propria identità. Non dicono a inizio video: io sono il consigliere tot, io la talaltra. Quando si scopre che sono due politici e non di poco peso, si inorridisce e ci si mette le mani nei capelli: santo cielo, a che livello è arrivato chi siede in regione pagato coi soldi dei cittadini. Li paghiamo per fare le macchiette o per fare qualcosa di serio?
Il video che il mancato sindaco di Lucca Remo Santini del centrodestra si appresta a denunciare per diffamazione e turbativa elettorale, quello diffuso durante la campagna elettorale e trasmesso anche durante la festa finale per il vincitore Alessandro Tambellini, Pd, dura molto, quasi otto minuti. E già questo, per il consigliere-giornalista televisivo Gazzetti, è una pecca. E’ dura arrivare fino alla fine a vedere la coppietta che starnazza ridanciana. Pazienza, vuol dire che il nostro consigliere a Granducato Tv, non ha imparato a sufficienza i ritmi televisivi. Entrambi, poi, da politici, almeno in questo video, sembrano non aver imparato che qualcosa di serio, tipo i contenuti dei programmi, bisogna pur dire per catturare l’attenzione. E non solo denigrare l’avversario.
Perché queste denigrazioni, in genere, si rivoltano contro: la gente è stufa di sentir solo parlare male senza costrutto. Ritiene ormai che sia questo il vero metodo squadrista: lo sbeffeggiamento della parte avversa, l’insulto e il continuo sfottò. Non a caso il compassato Gentiloni sta piacendo molto di più del sempre roboante e super eccitato Renzi. Se ne facciano una ragione questi renziani destinati all’estinzione e si diano una calmata.
E francamente l’Italia è stufa delle recite. Anche di quelle che sa così ben interpretare il duo di mancati attori Monni-Gazzetti, i quali devono cambiare mestiere se amano così tanto recitare. La loro precedente performance fu a maggio 2017. Nel mirino quella volta finì un consigliere regionale 5 Stelle, Enrico Cantone, che non aveva dichiarato alla regione due società a Malta. E per questo si dimise, travolto da un’inchiesta de L’Espresso e dalla stessa base grillina. Nella Toscana incollata alle poltrone (vedremo se anche l’assessore Remaschi si attaccherà al vinavil di prodiana e recente memoria) questo Cantone almeno ha dato un esempio. Non paga, però, la coppietta inscenò il solito finto viaggio in auto in cui ironizzava e si spalleggiava a vicenda per dare addosso al malcapitato. Anche qui, come nel video dedicato a Santini, spezzoni un po’ casuali, che nulla c’entravano con la vicenda, come uno sulle scie chimiche. Anche qui, pura denigrazione dell’avversario.
Stupisce che il governatore Rossi non prenda provvedimenti nei confronti dei suoi consiglieri (o assessori) così poco disciplinati. Certo, tenere in piedi la baracca è dura. Ed è durissima se i politici che lo circondano si mettono anche a fare gli attori. Speriamo che a Monia Manni e a Francesco Gazzetti gli passi questo vizietto o questa ambizione, visto che sono stati eletti per fare ben altro che recitare. Altrimenti andassero a una scuola di recitazione e imparassero almeno a diventare più bravi. Perché il livello è scarsino assai, l’effetto video è deprimente. Occorre uno scenografo, un regista e un autore. E se l’hanno avuto ne cerchino uno più bravo. Poi ci spiegassero anche con che soldi hanno messo su la scenetta e quanto è costata. Sperando che l’abbiano pagata di tasca loro, prendendoli dal loro stipendio e non coi fondi del partito. Anche se il loro stipendio lo devono ai cittadini, non se lo dovrebbero mai dimenticare e quindi usare i soldi per certe scemenze appare un insulto di questi tempi non consentito.
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