DI BEBO MORONI

Jacopo da Pontormo è sicuramente il più geniale dei manieristi toscani. Personaggio tormentatissimo ( molto gettonato dagli scrittori) come dice Vasari “disfaceva più che el faceva”. Pare avesse infatti ( e come lo capisco) l’abitudine di essere sempre insoddisfatto della sua opera, distruggeva quasi tutto quel che produceva.
Ma quando era soddisfatto.
La Deposizione di Santa Felicita in Firenze (1528) gioca tutta la composizione sul cerchio, che inserito nel rettangolo della pala, la rende estremamente dinamica, e i protagonisti della sacra e triste rappresentazione, sembrano agitati da una sorta di penosa euforia, quasi danzano, nel vortice ideale creato dall’artista. Gli sguardi sono distaccati, assenti, gli interpreti quasi posano soddisfatti, a dire: questa è pittura, il dramma è altro, e questo distacco unito alla rapidità del vortice, per contraddizione rende la composizione e la sua lettura, particolarmente drammatiche. Un genio, senz’altro un genio.

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