DI VANNI CAPOCCIA
”Se ci dividiamo anche questa volta la nostra gente non ci capirebbe”; “Dobbiamo parlare di cose concrete, dei problemi della gente”; Dobbiamo trovare l’accordo su punti che riducano povertà, disuguaglianze”;”Sta montando un populismo pericoloso”. Era ciò che dicevano i vari leader della sinistra fino a pochi giorni fa. Poi, quando si è trattato di imboccare la strada che indicavano, le loro sono diventate parole al vento. Ognuno ha iniziato a rialzare i propri recinti, ha smesso di ascoltare gli altri.
Intanto in Italia la destra fascista è sempre più arrembante. Da tempo scatena un clima di odio verso gli altri. È di questi giorni l’assalto a Palazzo Marino sede comunale di Milano, le botte a Roma ad un bengalese per impedirgli di utilizzare la casa popolare assegnatagli, le molotov contro un albergo perché avrebbe ospitato migranti.
Tutto questo avviene con il complice silenzio di Movimento 5 Stelle, Lega e Forza Italia. Ma anche a sinistra pare non ci sia la reale percezione di ciò che sta avvenendo. Soprattutto di ciò che potrebbe accadere con un governo di destra grazie al quale Forza Nuova e Casa Pound si sentirebbero ancora di più autorizzate a praticare queste violenze.
Se non fosse così a sinistra sarebbero più attenti ad ascoltarsi e ad ascoltare il Paese e meno concentrati su sé stessi e sul pelo nell’uovo nel piatto di chi gli siede accanto.
Annunci