DI IMMACOLATA LEONE
Ieri pomeriggio la nave da guerra americana, USS Stethem, ha transitato nel Mar della Cina, vicino all’isola del Tritone, piccolo atollo di un miglio quadrato, occupato dalla Cina nel 1974, ma rivendicato da sempre dal Vietnam e Taiwan.
Isoletta ricchissima di riserve energetiche e minerarie,che ospita un giro d’affari di cinquemila miliardi di dollari di traffici commerciali.
Non esattamente una barca a vela, il cacciatorpediniere USS Stethem è lungo 150 metri, con trecento persone a bordo ed equipaggiato da missili Tomahawk in grado di sfrecciare a ottocento chilometri l’ora, il cui sistema guida li mantiene sul bersaglio con l’ausilio di un radar-altimetro, grazie ad una traiettoria computerizzata.
La reazione di Pechino è stata immediata e durissima, il ministro degli esteri, Lu Kang, ha annunciato che saranno prese “tutte le misure necessarie per difendere la sovranità del Paese e la sua sicurezza. Operazioni del genere violano la sovranità della Cina e minacciano la sua sicurezza. Questa è una provocazione politica e militare. La Cina chiede all’America di fermarsi urgentemente” .
Gli Stati Uniti hanno fatto innocenti spallucce parlando di esercitazioni militari. Pare strano però che la nave militare si sia avvicinata proprio a 12 miglia nautiche precise al millimetro, proprio per segnalare la libertà di navigazione che gli Usa hanno sempre rivendicato.
Nulla è dato sapere, a noi comuni mortali, del contenuto della telefonata tra il presidente americano Donald Trump e quello cinese Xi Jiinping.
I bene informati parlano di un dialogo non proprio amichevole tra i due presidenti, dove Xi Jinping ha “invitato” Trump a non immischiarsi nella politica geo-cinese riguardante l’isola di Taiwan, riferendosi causticamente alla vendita di armi per un miliardo e 300 milioni a Taiwan.
E lo ha invitato a pensare piuttosto ad una risoluzione sul serio problema con la Corea del Nord.
Ma Trump, non soddisfatto della strategia “lenta” di Xi nei confronti della Corea del Nord, ha avviato deliberatamente tutta una serie di sanzioni verso le banche e personaggi affini al regime di Kim Young-un.
Anche per il leader giapponese, Shinzo Abe, il vero problema in questo momento è rappresentato dalla condotta squilibrata di Kim Young-un nei confronti di tutto il mondo con la sua minaccia nucleare.
Intanto nell’attesa del prossimo G20 , gli occhi di tutte le nazioni del mondo sono puntati non solo sul cacciatorpediniere, che passa di li per caso, ma anche all’incontro di Xi Jinping con Vladimir Putin.
Annunci