DI DIEGO FUSARO
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Il sistema capitalistico della liberalizzazione dei costumi e dei consumi si fonda sul superamento costante di ogni limite materiale e immateriale, abbattuto come ostacolo alla mercificazione integrale dell’essente. Non v’è limite che non possa essere superato. Non v’è inviolabile che non possa essere violato. Il caso abominevole del piccolo Charlie Gard è la prova di questa ogni giorno più oscena pratica dell’abbattimento dei limiti ad opera della ragione utilitaristica. È la prova di ciò che già sapevamo: nel capitalistico regno animale dello spirito è considerata “degna di essere vissuta” solo la vita immediatamente produttiva, economicamente operativa e utilitaristicamente sfruttabile. Le altre vite sono decretate indegne di essere vissute e, per ciò stesso, considerate e trattate come vite di scarto.
LA FAMIGLIA? UN OSTACOLO DA ABBATTERE. Il capitale sopprime le vite improduttive. Ecco perché il sistema del free market, con il nome allettante di “eutanasia”, aspira a rendere facilmente sopprimibili le vite non immediatamente inseribili nell’algido circuito del do ut des. Il capitale è per sua essenza biopolitico, giacché disciplina la nuda vita e se ne impadronisce. Il caso del piccolo Charlie Gard è rivelativo: non solo della testé evocata prassi di impadronimento en bloc della vita ad opera del tecnocapitalismo. Oltre a ciò, la vicenda segnala quanto, nella logica di riduzione del mondo intero a piano liscio per la volontà di potenza autoreferenziale e nichilistica, la famiglia sia un ostacolo che il capitale mira ad abbattere.
ATOMI INTERCAMBIABILI E SERIALI. Il volere dei genitori del piccolo Charlie Gard è stato neutralizzato. Della nuda vita dei sudditi non decidono i genitori, ma il capitale con il suo codazzo di architetti del mondialismo e di sacerdoti della tecnica. Il capitale mira ad abbattere ogni cellula comunitaria solidale (dalla cellula minima della famiglia allo Stato nazionale come compimento dell’eticità). Secondo la monadologia liberista, devono esservi solo atomi intercambiabili e seriali, senza qualità e senza gravità, pronti a consumare e, all’occorrenza, a essere soppressi quando il loro esistere non rientra nel quadro del nuovo efficientismo della levigata, liberale, democratica non libertà del totalitarismo liberal-libertario.
http://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2017/07/04/charlie-gard-e-lintollerabile-soppressione-delle-vite-improduttive/211927/
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