DI VIRGINIA MURRU
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E’ stata una lenta decadenza, quelle luci che per decenni hanno brillato negli ‘Studios’ di Cinecittà, si sono spente, la gestione privata non si è dimostrata all’altezza di questo tempio dorato del cinema, e ora la gestione tornerà pubblica, la Rai potrebbe prendere le redini.
Dove eravamo rimasti? C’è un lungo percorso semi buio da dimenticare, e un futuro da illuminare, da riportare possibilmente al prestigio e ai fasti di un’epoca in cui si alternavano negli studios le più grandi star del cinema mondiale. Sarà difficile tornare ai tempi della ‘Dolce Vita’, i migliori registi italiani e stranieri hanno lasciato segni memorabili all’interno di quei perimetri nei quali la vita e le sue rappresentazioni hanno espresso il massimo, tra realismo e fiction.
Può anche essere la ‘fabbrica dei sogni’, di certo ha sempre rappresentato un punto di partenza e di arrivo per generazioni di attori. Chi varcava la soglia di Cinecittà portava con sé un sogno da custodire e realizzare: per una carriera nel cinema, quello era l’ingresso del paradiso.
Le luci delle ribalte negli Studios di Cinecittà brillano dal lontano 1937, in piena epoca fascista. I gerarchi (Mussolini in testa) miravano a renderla uno strumento formidabile di propaganda a favore del regime, già orientato verso l’autarchia sul piano sociale ed economico. Esattamente con questi intenti, fu varata una legge che tendeva a discriminare la produzione straniera in favore di quella a marchio italiano.
E’ bene ricordare che la ‘cittadella’ del Cinema, la più imponente d’Europa, nacque dopo un incendio negli studi Cines, rimasto avvolto nel mistero. Il progetto ambizioso di questo tempio del Cinema, fu affidato ad un ingegnere ed un architetto, rispettivamente a Carlo Roncoroni e Gino Peressutti.
Gli Studios sono stati un centro importantissimo della produzione cinematografica in ambito nazionale e un faro a livello mondiale, soprattutto a partire dagli anni ‘50. Ma non di solo cinema si tratta negli Studios, vi si alternano, nell’Area Eventi, anche iniziative di comunicazione, meglio conosciuta sul piano internazionale, come “Cinecittà Events”, un ‘marchio’ di prestigio della società ‘Cinecittà District Entertainment’. Siamo nell’industria della cinematografia, ma a partire dagli anni ’90 il complesso di strutture è destinato anche a produzioni televisive.
Tra gli anni cinquanta e sessanta l’ingresso a Cinecittà è libero anche per il cinema americano, che ne ha fatto un set privilegiato per film che sono autentiche icone del Cinema, come Ben Hur e Quo vadis?.
Insomma, gli Studios di Roma diventarono una ‘sede’ di eccellenza per produzioni cinematografiche hollywoodiane. La “Dolce Vita”, ha poi consacrato Cinecittà definitivamente ad olimpo del Cinema. Il resto lo hanno fatto nomi con lettere d’oro, e parliamo di Ettore Scola, Comencini, Fellini, Pasolini, e altri grandissimi.
Basti pensare che nel corso della sua lunga storia, all’interno di questi magici recinti, sono state prodotte migliaia di film, tra questi, un centinaio hanno avuto una nomination all’Oscar, e 50 hanno portato a casa l’ambito trofeo.
Qui ogni metro quadrato potrebbe avere un nome prestigioso da ‘consacrare’ a futura memoria: sono passati registi ed attori famosissimi e blasonati, insigniti dei più alti riconoscimenti, si allude a Francis Ford Coppola, Visconti, Fellini, Martin Scorsese, Sergio Leone (e i suoi western-spaghetti..), Mario Monicelli, tanto per citare qualche nome, ma il repertorio è ben più vasto. Tra gli attori delle ‘origini’, basterebbe citare Carlo Fabrizi, Renato Rascel.
Ma anche i cosiddetti ‘comprimari’ hanno fatto la storia di Cinecittà, ‘spalle’ (Franco Castellani) di attori come Totò, che hanno spopolato con le loro performance cinematografiche. Ma ricordare attori del livello di Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Nino Manfredi e Monica Vitti, è un atto dovuto, perché davvero hanno scritto la storia del cinema con le loro indimenticabili interpretazioni.
Gli Studios oggi offrono aree e location esclusive destinate all’eclettismo dell’Arte e della Cultura, oltre che del Cinema nelle sue più svariate manifestazioni. C’è dunque l’area ‘Movie’, per celebrare eventi riguardanti il cinema, ‘Art’, per iniziative nelle sale destinate ad eventi culturali e museali di eccellenza, e infine ‘Fun’, un’area destinata ad iniziative nel Parco Cinecittà World.
La società per azioni che gestisce questo concentrato di Cinema, Arte e Cultura, è un poderoso complesso di proprietà statale, che in particolare cura i teatri di posa, situati nella capitale, in Via Tuscolana. Un’autentica ‘città del Cinema’.
Ora, il colpo di scena più clamoroso, è il possibile passaggio degli Studios alla gestione pubblica, dopo il tentativo fallito di privatizzazione avvenuto con la legge 346 del ’97. Quelle luci, dicevamo, si sono lentamente offuscate, e si fa cenno soprattutto al ‘comparto’ commerciale del gruppo e alla sua discutibile gestione, che ha perso colpi e inciso anche sulla produzione.
Si vorrebbe voltare pagina, riprendere il ‘discorso’ dal punto in cui è stato interrotto, il cambiamento di fronte e di linea, parte dall’Istituto Luce-Cinecittà. L’Assemblea dell’Istituto ha infatti risolto di sottoscrivere l’acquisizione di Cinecittà-Studios, e questo significa che tutto il complesso di strutture e le aree di produzione, torneranno sotto l’ombrello rassicurante della gestione pubblica.
Gli amministratori intendono portare avanti un progetto di rinascita e sviluppo, da sottoporre all’analisi e all’attenzione del Ministero della Cultura e Turismo, e al socio unico, che è poi il Ministero dell’Economia.
Nel progetto è prevista la realizzazione di due teatri, ognuno dei quali dovrebbe estendersi in un’area di 3 mila mq, e un museo del Cinema e dell’Audiovisivo. Tutto questo nella prospettiva d’inserire figure professionali del settore, attraverso un’adeguata formazione. L’obiettivo è quello di creare lavoro e un polo di attrazione e riferimento a livello internazionale.
I lavoratori di Cinecittà, intanto, si sono presentati davanti al Ministero della Cultura, la delegazione è stata ricevuta dal direttore del Mibact, Nicola Borelli. All’esame l’entità degli investimenti, il Piano di Gestione, e il riflesso che tutto questo avrà sul piano occupazionale.
A questo punto, l’amministrazione di Luigi Abete, sembra al capolinea. La gestione pubblica dovrebbe rilanciare gli stabilimenti del cinema italiano, con prospettive di trasparenza, per dimenticare storie di speculazione edilizia e attività del settore volta a privilegiare gli interessi privati degli Studios.
Ci si aspetta un ordine più severo, che corrisponda agli impulsi delle ‘origini’ nella città del cinema, attraverso l’emendamento ‘Milleproroghe’, per il momento, si sa che Cinecittà tornerà in mano pubblica, coinvolgendo nel piano di rilancio anche la Rai. Lo afferma il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, che avrà l’onere di curare il ‘passaggio’.
Dichiara il ministro:
“Pensare che Cinecittà possa diventare una cittadella del cinema e dell’audiovisivo sempre più importante, anche sulla base della crescita di questi anni, è una prospettiva possibile, ora il rapporto con i privati è tema di una trattativa tra l’istituto Luce Cinecittà e i privati di Cinecittà studios. Quindi c’è la cornice legislativa, e in seguito si vedrà”.
I nuovi progetti, dopo ben 80 anni di storia di Cinecittà, sono diventati esigenza improrogabile, indispensabili gli investimenti per una filiera unica tra produzione e promozione dei ‘prodotti’. Unificazione di attività, dunque, che comprenda la gestione dei Teatri e produzione di opere audiovisive, coordinando e supportando, nel contempo, le attività di interesse generale che fanno capo all’Istituto Luce-Cinecittà.
Si vuole tutelare il cinema italiano contemporaneo e classico, intraprendere iniziative di conservazione e diffusione dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce, oltre alle opere della produzione documentaristica. Senza dimenticare l’attività d’informazione on line, e il progetto relativo al Miac-Museo italiano del Cinema e dell’Audiovisivo, quindi la gestione dei Media Desk di Europa Creativa, con riguardo verso i Fondi Cinema del Mibact.
L’obiettivo è quello di rilanciare in grande stile gli Studios, e di valorizzare l’immenso patrimonio esistente, che hanno reso celebre Cinecittà nel mondo. Ora saranno i due ministeri ad occuparsene, e a valutare le proposte dei piani presentati dall’Istituto Luce.
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