DI CECILIA CHIAVISTELLI
Il Sindaco di Firenze ci prova in ogni modo a smuovere le bancarelle dal centro storico.
Lo fa con ‘La “O” di Giotto’ dell’artista albanese Helidon Xhixha. Dopo la sentenza del Tar che sospendeva l’ordinanza di Nardella di sgombrare la storica piazza San Firenze, dietro Palazzo Vecchio, dai banchi degli ambulanti per installare un’opera di Xhixha, protagonista dell’estate fiorentina al Giardino di Boboli e in Piazza Pitti. La guerra tra i due contendenti è diventata scontro aperto. Le bancarelle resistono nonostante la presenza ingombrante della scultura.
Il Sindaco infuriato sostiene la regolarità dell’atto e parla di “logica del no a cavilli che tengono in ostaggio la città”. Argomentando invece la necessità di rendere fruibile alla visione di tutti il percorso artistico di Xhixha, ha firmato il provvedimento di sospensione delle concessioni dei 13 posteggi degli ambulanti per tutta la durata della mostra di Helidon Xhixha denominata “In ordine sparso”, che finirà il 29 ottobre 2017 e procederà alla richiesta di revoca della decisione del Tar.
Questa è stata una mossa di Palazzo vecchio per fare un pò di pulizia di banchi e mercatini intorno agli edifici di interesse storico e artistico per riqualificare tutta la zona.
E così, mentre il sole caldo misto a umidità si stende sulla splendida architettura della piazza formicolante di turisti curiosi e lenti, l’opera in acciaio lucidato installata si innesta forzatamente tra le bancarelle.
La “O” di Giotto, riferita al perfetto cerchio che la leggenda attribuisce a Giotto da Bondone, è un’opera pensata appositamente per la piazza San Firenze per unire idealmente il Rinascimento e il Barocco, i due principali stili architettonici della piazza. A Helidon Xhixha è stato riservato il progetto espositivo di questa stagione estiva che lo vede protagonista con quindici opere monumentali sparse nel Giardino di Boboli, Piazza Pitti, gli Uffizi, Piazza San Firenze, l’aeroporto fiorentino di Peretola e quello pisano.
Nato a Durazzo, classe 1970, l’artista ha studiato all’Accademia di Brera e nel 2015 si è imposto all’attenzione internazionale partecipando alla Biennale di Venezia al Padiglione della Siria. Con questa mostra fiorentina Xhixha esplora l’idea contrapposta di ordine e caos. Le sue opere dalle superfici di metallo specchiante riflettono lo spazio intorno, indagando percorsi filosofici e interpretazioni che uniscono la natura e l’arte, un pensiero che fu caro ai Medici, tentando una difficile originalità.

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