DI BARBARA PAVAROTTI
Il sindaco Giannini, da bravo finanziere rispettoso della legalità, fa denuncia, in quanto primo cittadino, per la scritta: “Giurlani ladro” apparsa nel suo comune, Fabbriche di Vergemoli. O di Vallico, per la precisione. Contro ignoti, perché chi sia l’autore non si sa. Ottima presa di posizione, che, una volta tanto, non prende sottogamba i tanti episodi di vandalismo accaduti altrove in Garfagnana.
Certo, è strano. Quando a Gallicano vengono decapitate Madonnine o appaiono immagini falliche su simboli femminili, come il murales delle donne, si parla sempre di una “ragazzata”. Quando in Garfagnana vengono diffusi volantini o scritti anonimi oltraggiosi per qualcuno, fare denuncia non salta in testa a nessuno. Bambinate, giochi, scemenze. Si sa che si possono offendere la chiesa e le donne senza incorrere in alcuna conseguenza. Ma quando si tocca uno importante, uno amato e conosciuto, allora cambia tutto. Scatta la denuncia. Bella la Garfagnana dei due pesi e delle due misure. Bella la Garfagnana della legalità a senso unico.
L’Uncem è stata una porcheria. Esattamente come il vecchio Gal Garfagnana. Sapete cosa ha scritto la procura di Firenze nelle motivazioni dell’arresto di Giurlani? Questo: “Sono bastati 15 giorni di indagini preliminari per vedere la totale assenza di trasparenza all’interno dell’Uncem”. Quello gestito dal cavaliere beneamato. Indagini fatte dalla finanza di cui il sindaco Giannini fa parte. Forse un maggior rispetto per il lavoro di chi tutela la legalità non guasterebbe da parte della cittadinanza che pur ama alla follia il proprio ex sindaco, qui come a Pescia.
E il coro è sempre lo stesso: “Ha fatto tanto del bene, era sempre in mezzo alla gente”. E allora? Qual è il compito di un sindaco? Fare del male? Giurlani in quanto primo cittadino ha fatto il proprio dovere. Punto. Ovvero il bene della cittadinanza. Era pagato per questo. Come Uncem si sarebbe intascato una vagonata di soldi illecitamente, secondo le prove raccolte da investigatori e inquirenti. Ma l’Uncem è qualcosa che appartiene a tutti noi, a tutti coloro che vivono in montagna, quindi i due aspetti non si possono scindere. Qual è la verità quando si esalta e si ringrazia un sindaco per il bene svolto ? La verità è che siamo troppo abituati al menefreghismo di chi ci governa e che consapevolmente avalliamo senza reagire. Siamo troppi avvezzi agli intrallazzi e ai piaceri per pochi, ad amministrazioni inefficienti che vanno avanti con la complicità dei cittadini e pure, in larga parte, delle finte opposizioni, quindi quando qualcuno fa semplicemente il proprio dovere sembra un miracolo.
“Il concetto di legalità è diventato sovversivo”, dice il consigliere regionale Donzelli, di Fratelli d’Italia, colui che ha scoperchiato con la denuncia il vaso di Pandora dell’Uncem. E ancora: “Chi persegue e porta avanti questa legalità viene accusato di essere giustizialista e disfattista. Compresi gli stessi magistrati. E’ ovvio e sacrosanto che ci siano per tutti gli indagati le dovute garanzie. Ma il problema è politico: è in corso una delegittimazione totale di chi difende la legalità”.
Delegittimazione a cui non sembrano sottrarsi gli abitanti di Fabbriche e di Pescia. Quindi quella scritta “ladro” va cancellata immediatamente e pure denunciata perché è ingiuriosa. E se si trova l’autore andrà severamente punito. Giurlani sarà ufficialmente ladro se e quando la Cassazione emetterà la sentenza definitiva, ovvero fra una decina d’anni. Sempre che nel frattempo non riesca a dimostrare la propria innocenza. Intanto sarebbe bene non disprezzare o prendere sottogamba il lavoro di chi si affanna a mantenere un minimo di legalità.
Certo, Giurlani ha tutto il diritto di andare in giro, visto che non è più ai domiciliari, ha tutto il diritto di ricevere encomi e apprezzamenti da parte di chi lo ama. Sta a lui valutare l’opportunità di scendere in piazza, come farà a Pescia, per chiamare a raccolta in suo sostegno la popolazione. In certi casi, e con accuse tanto gravi, un basso profilo sarebbe auspicabile. Però lui ha sempre vissuto di politica, ha sempre avuto qualche ruolo di alto livello in enti pubblici e ora come fa a tirare avanti se non si ricicla con qualche altro incarico? Nel suo curriculum c’è scritto che ha “una solida esperienza nel settore cartario e in quello della depurazione delle acque consortili e civili”. Lasciare la politica e ripartire da qui forse non sarebbe male. Ma sono fatti suoi. I nostri sono aver scoperto, con amarezza, che una persona di cui ci si fidava avrebbe tradito, stando alle risultanze delle indagini, il proprio mandato. Continuiamo così. Non è né il primo né l’ultimo. Va tutto bene.
http://www.lagazzettadelserchio.it/garfagnana/2017/07/il-caso-giurlani-e-la-delegittimazione-della-legalita/#.WVrh0l3CihU.facebook
Annunci