DI ALBERTO TAROZZI
I sauditi cercano di mostrare una faccia meno feroce contro il Qatar, accusato, con l’approvazione un po’ recalcitrante degli Usa, di sostenere il terrorismo.
Ma il Qatar gioca d’anticipo e dice subito no.
In particolare, dei 13 punti ultimativi avanzati da Riad, appare incredibile che il Qatar possa chiudere un’emittente di rilevanza planetaria coma al Jazeera, disegnata come se fosse al servizio dell’Isis, oppure che possa subordinare i suoi rapporti con Teheran a quello che ne dicono i sauditi, al prezzo della sua sovranità.
Siamo in piena rotta di collisione.
In attesa di sanzioni ormai ritenute inevitabili tremano i mercati: sia quelli del gas liquido del quale il Qatar è il massimo produttore mondiale, sia, di conseguenza, i mercati finanziari.
L’ipotesi più “ragionevole” non è infatti quella di un intervento militare ma quella di pesanti sanzioni economiche a Doha; ce ne rallegriamo, temporaneamente, per il minor numero di morti a livello locale, ma le conseguenze economiche, su scala globale, sono tutte da indovinare e le previsioni tendono al nero profondo.
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