DI GERARDO D’AMICO

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Ho una profonda malinconia per quel bambino nato sfortunato, a sua insaputa al centro di tanti interessi degli adulti.
Una vita che non ha mai avuto una possibilità di cominciare, e che meriterebbe dolore privato, quello che singhiozza in silenzio,senza andare in tv o sui tabloid.
Meriterebbe preghiere dette a mente, per chi ci crede: ma senza un soffio che esca dalla bocca.

Dovrebbero parlare mani che sfiorano, sussurri di cui solamente l’anima capisce il suono. Meriterebbe lacrime sul cuscino, uno sguardo che non vede, perso a scorgere quel che avrebbe potuto essere e mai sarà.

Rispetto, dovrebbe essere l’unica attenzione fortissima, per questa vita che non potrà essere vissuta: per lui, per questo bambino, per Charlie. Non per tutto il mondo che gli si sta agitando addosso.

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