DI UMBERTO SAMMARINI
Io, ho un’età ragguardevole, anche se faccio finta di scherzarci sopra in effetti mi rode, però lo maschero bene. Proprio in funzione di quest’età, certi fenomeni non li ho vissuti, li ho proprio visti nascere, cosa diversa. Quando sono sbucati fuori i Beatles, confesso che  non mi facevano impazzire, mica per il genere musicale che mi piaceva, ero infastidito dalle loro pettinature . Poi è stata la volta dei Rolling Stones che, al contrario dei “bacarozzi” sembravano i progenitori dei moderni terroristi. Noi c’avevamo ancora Claudio Villa, più retrogrado ma dotato di grande vocione. Quello è stato un periodo aureo per la musica leggera, gli U2, i Led Zeppelin, gli Eagle e in seguito i Queen e altri. Il primo impatto era sempre devastante, nasce in quel tempo il famoso ” Sesso, droga e rock and roll ” Visto che da noi, Claudio Villa non mollava, e non potevamo stare al passo con gli altri, gettiamo sulla scena Vasco Rossi, il padre del rock italiano, detto anche Blasco, ignoro il perchè.
Il Blasco, per me, è stato spunto di innumerevoli riflessioni: dentatura rada, barba incolta che in quel periodo non faceva macho ma zozzone, vestiti che sembravano presi direttamente dalla lavatrice, bislacca bandana, perchè? Vabbè, non fa lo stronzo, serve per acchiappà l’attenzione del pubblico, poi ti abitui. Si, ma come la mettiamo col fatto che stecca da carogna e, ciliegina, biascica pure, con il risultato che metà delle parole non si capiscono? Queste cose le aggiustano in sala d’incisione, fidati. Ecco, in tutti questi anni abbiamo assodato che due soli cantanti sono refrattari alla sala d’incisione: Blasco, che nonostante filtri e contro filtri continua a steccare e biascicare, Nicoletta Strambelli in arte Patty Pravo, che stecca e c’ha pure il cecio in bocca. Che poi, detto fra noi, quella della sala d’incisione la considero una truffa, quando fai il concerto, o canti in play back oppure ti sparano col bazooka. Con Vasco, che è un puro, tutto questo non succede, lui stecca a prescindere. Sorvolo anche sulla voce, in fondo dove sta scritto che un cantante deve essere, perlomeno, poco poco intonato?
Però, il fatto del padre del rock italiano, perdonatemi, proprio non lo digerisco, ma quale rock? Senza scomodare Little Richard, James Brown e quella pippaccia di Elvis Presley, mi riporto a tale Jerry Lee Lewis, che non c’entraniente col comico. Il giovanotto cantava, anche benino, suonando il piano in maniera travolgente, con le mani, i gomiti, la testa, il  fondo schiena  e ballavano anche i novantenni. Su queste basi, Vasco Rossi sta al rock, come Nico Fidenco sta a Frank Sinatra. Nonostante tutto, la fortuna arride agli audaci, il famoso Italian dream, Renzi ha provato l’ebbrezza della poltrona da primo ministro, il Blasco quella di trovarsi al Modena Park con 230.000 fans deliranti, venuti da mezzo mondo per estasiarsi con le sue “carognesche” stecche.
Vedete, io ho uno strano concetto della vita, per me il pittore deve saper dipingere, l’attore recitare, lo scrittore scrivere  ed  il cantante … Nonostante, al contrario di moltissimi, io non ho vissuto Vasco Rossi, ma l’ho visto nascere, qualcosa deve essermi sfuggito perchè mi sento ripetere ” Non capisci un ca.., Blasco è Blasco, e poi, come regge la scena lui ” Boh? Parole, che significano tutto e il vuoto assoluto. Che significa reggere la scena, dialogare col pubblico fra una steccata e l’altra, oppure cosa? Siamo seri, giudicarlo l’avvenimento del secolo mi sembra una pirlata colossale, se per caso lo avesse fatto il redivivo Freddie  Mercury, che diventava l’evento del millennio?
Freddie Mercury, chi?
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