DI VINCENZO PALIOTTI
Giorni fa un servizio sul TG Regionale della Campania avvertiva di una situazione di pericolo in cui versa Napoli Est, quello che un tempo era il polo industriale est della città, la zona tra Napoli S.Giovanni a Teduccio e S. Giorgio a Cremano e che investe anche tutta la zona del Porto di Napoli. Si parla di più di 800 ettari di suolo che andrebbe bonificato, così come prevede una legge datata 1998, ma di questi 800 ettari solo il 6% è stato trattato. Nel 2008 si pensava ad una discarica ma si rinunciò perché dagli accertamenti tecnici risultò nel sottosuolo la presenza di sostanze tossiche di ogni genere che arrivarono ad inquinare una falda acquifera presente in zona. Sul territorio ci sono interessi da parte di tante società multinazionali, oltre che alle “attenzioni” della criminalità, che vorrebbero trasformare l’area a suolo edificabile. Inoltre la società petrolifera Q8 è sotto inchiesta per aver scaricato, secondo gli inquirenti, 42.000 metri cubi di acque reflue inquinate direttamente nelle fogne di Napoli, di aver smaltito illecitamente rifiuti tossici provocando il degrado, inquinamento con conseguente disastro ambientale. Nel mezzo dell’area è stato edificato il centro universitario Parthenope, che occupa un edificio una volta sede dalla Manifattura Tabacchi. Oltre a tutto questo nel sottosuolo per 5 km. passa un gasdotto che in caso di incidente farebbe saltare in aria circa 800.000 metri cubi di gas causando un disastro che metterebbe a rischio i 100.000 abitanti della zona, un altro “Vesuvio” insomma. Esiste per questo e da 15 anni un piano di emergenza ma la popolazione è completamente all’oscuro e del pericolo e del piano. Ma questo pare non interessare molto le istituzioni, locali e/o nazionali. Tutte le “attenzioni” infatti sono rivolte alla “terra dei fuochi” e/o alla bonifica della zona di Bagnoli, o per meglio dire tutte le attenzioni d’occasione perché se ne parla solo in campagna elettorale o quando bisogna “propagandare” un governo invece che un altro lasciando poi irrisolto ogni problematica. Ora accade che oggi un incendio di vaste proporzioni è scoppiato poco distante nella zona tra Ercolano e Torre del Greco ma chi dovrebbe provvedere per evitare rischi alle popolazioni non pensa, anche se sa, a cosa potrebbe accadere se un incidente del genere si estendesse fino a raggiungere, a pochi km., la zona orientale che è inoltre all’entrata della città di Napoli e che è già di per se ad alto rischio. Ci sono associazioni, come Forum Salute, che hanno da sempre denunciato questa situazione senza risultati perché i tanti, e soliti, interessi politico-economici fanno girare la testa dall’altra parte disinteressandosi totalmente di proteggere il cittadino, in questo caso anche ignaro dei pericoli che corre, pericoli che le istituzioni ben conoscono. Il problema è ignoto quindi alla popolazione del posto ma anche alla “scena” nazionale per il silenzio colpevole della politica impegnata com’è nel disputarsi il potere e tralasciando certi problemi eppure negli “slogan” di tutti si parla di sud, qualcuno dice che la ripartenza comincia proprio dal sud ma tutto l’interesse svanisce rimanendo solo uno slogan.
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