DI CHIARA FARIGU

Si è spento, all’età di 80 anni, Joaquìn Navarro Valls, noto a tutti come il portavoce di Papa Giovanni II. A darne notizia la sala stampa del Vaticano. Spagnolo di Cartagena, era medico psichiatra oltre che giornalista, professione che mise al servizio del Pontefice per ben 22 anni facendo da trait d’union tra il Vaticano e i media di tutto il mondo. Una nomina la sua che suscitò non pochi clamori in quanto era la 1^ volta che un laico veniva chiamato a dirigere la sala stampa del Vaticano. “Come si fa a dire di no a un Papa”? rispose con l’ironia che lo caratterizzava nell’accettare quell’impegno delicato e piuttosto gravoso. Una sala stampa che in breve tempo fu radicalmente trasformata, modernizzata e messa al passo coi tempi anche dal punto di vista della tecnologia. Sotto la sua guida fu istituto un archivio on line atto a raccogliere conservare e condividere le omelie, i discorsi e i documenti riguardanti l’attività del Pontefice. Da giornalista di razza qual era non si limitava solamente a dirigere e ad archiviare. Pianificava e organizzava con meticolosità ogni conferenza stampa, ogni discorso, ogni viaggio del Papa col quale aveva instaurato un rapporto basato sulla stima e fiducia reciproca. Con lui nulla sarà più lasciato all’improvvisazione o al caso. A lui, nel 2005, spetterà il triste incarico di raccontare l’agonia di Wojtyla e successivamente di annunciarne la morte. Sarà ancora lui a raccontare l’elezione di Benedetto XVI, a farci conoscere il papa venuto dalla Germania.
Poi nel 2006 decide di lasciare e si dimette. Ma la vita da pensionato non gli si addice. Così decide di intraprendere una nuova carriera di scrittore e opinionista ma anche di conferenziere e consulente. Un nuovo modo per continuare a raccontare e mantenere vivo il ricordo di quel Papa così forte e fragile nella sua sofferenza sino alla fine.

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