DI ALBERTO FORCHIELLI

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Caro Michele Boldrin credo di aver ecceduto parlando di “Grecia strangolata dalla Germania” nel mio post di ieri. Effettivamente la Grecia si è andata a cercare tutte le rogne in cui si trova. La mia attenzione era purtroppo centrata sulla seconda parte del messaggio e quindi ho tralasciato l’aggancio, ossia che i Cinesi trarranno vantaggio da tutte le debolezze della EU per acquisire posizioni di vantaggio economico a prezzi distressed e questo è un tema che conosco molto bene e che studio quotidianamente e non avevo bisogno dell’articolo di Repubblica per affermarlo. Resta il fatto oggettivo che ora Francia e Germani cercano di porre un freno all’eccesso di investimenti cinesi in EU, sopratutto dopo che Midea ha comprato Kuka, la società su cui la Germania aveva fondato il futuro del proprio 4.0. Quindi non appena i Tedeschi si sono sentiti minacciati, ecco che scappa l’allarme anti-China per tutta l’Europa e si parla di un CFIUS Europeo, tema su cui lavoro personalmente ed attivamente da anni sia a Brussels che a Washington. Oramai però i Cinesi si sono scavati un canale importante lungo la rotta balcanica che minaccia la sovranità Europea e non sarà facile contenerli perché tutti gli altri paesi dall’Ungheria, alla Serbia, all’Italia stessa vedono gli investimenti cinesi come parte importante per la risoluzione dei propri deficit infrastrutturali. Purtroppo nessuno lega i cani con le salsicce e penso pagheremo un prezzo importante per tutto ciò che diventerà molto evidente quando non ci sarà più gran che da fare. Tutte cose altamente prevedibili che furono dette e scritte anche dal sottoscritto in tempi non sospetti. Ritornando alla Germania trovo di pessimo gusto opporsi al cut-off del debito Greco auspicato a gran voce anche dall’IMF che mi sembra l’abbia posto come condizione alla sua partecipazione all’ultimo tranche di esborsi a favore della Grecia. Se questa situazione fosse stata prevista e gestita anzi tempo forse avremo trattato la Grecia con maggiore attenzione. Per ciò che riguarda gli investimenti Cinesi, c’è chi li vede con favore, chi come una necessità (e quando mancano alternative non c’è pezza che si debbano aprire le porte almeno per non morire di fame), chi come un pericolo. Non voglio fare polemiche, perché il tempo sarà galantuomo, non sento il bisogno e non ho tempo di intrattenere lunghe discussioni, scrivo sul tema da 10 anni e basta andare a vedere la mia posizione giusta e sbagliata che sia sul mio blog e in tanti miei scritti e il Tuo dissenso è welcome, ma non scalfisce la posizione che scaturisce da 23 anni di mia vita vissuta in Asia. Il quadro che vedo è la Germania gigante industriale e nano politico, mentre la Cina coordina politica e industria con grande maestria, quanto questo equilibrio possa durare è oggetto di eterne discussioni che non possiamo riprendere qui, ma basta andare su Google per farsi un’idea. Ti stringo la mano con amicizia e stima, Tuo
P.S. Ti scrivo alle 6:30 di mattina perché prevedo una giornata di lavoro molto pesante, non credo che sarò in grado di trovare il tempo di intrattenere lunghi dibattiti sui social e me ne Dolof, ahimè
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