DI MARIA PIA DE NOIA
Apprendo oggi che il bonus dato indiscriminatamente a tutti i 18enni, ai ricchi come ai poveri, sarebbe una forma di incentivo al consumo culturale. Apprendo anche che un ricco sfonnato che non compra libri sarebbe incentivato a farlo se avesse 500 euro in più.
A parte che non si capisce perché un ricco sfonnato col bonus statale dovrebbe avere più ragioni per comprarsi quello che coi soldi propri sceglie di non comprare. A parte questo a lor signori sfuggono due dettagli. Anzi tre.
Un ricco sfonnato che non compra libri lo fa perché non vuole, non perché non può. Un povero che non compra libri lo fa perché non vuole in alcuni casi e comunque anche perché non può. Poi fa specie uno Stato che sente l’urgenza di incentivare il consumo culturale dando bonus a tutti i ragazzi mentre taglia sistematicamente i fondi alla scuola, al FUS, ai beni culturali, alla ricerca. Uno Stato che taglia i fondi pubblici alla scuola pubblica anche per dare un bonus superfluo ai ricchi colpisce due volte i poveri. Che poi magari il ricco sfonnato che non compra libri è pure iscritto alla scuola privata (quella che da Costituzione ecc ecc).
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