DI ANNA LISA MINUTILLO
Giungono durante un discorso televisivo le affermazioni del generale libico Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito Nazionale Libico, in cui annuncia la “liberazione totale” di Bengasi dalle milizie jihadiste. “Al termine di una lotta continua contro il terrorismo e i suoi agenti, durata oltre tre anni, annunciamo la liberazione di Bengasi dal terrorismo, una liberazione totale”.
Aggiunge anche che :
“Gli sfollati torneranno a casa”. Non si sono fatte attendere le reazioni in città dove tra fuochi artificiali e spari si è festeggiato.
E’ questo un nuovo successo per l’uomo della Cirenaica che sempre più ricopre il ruolo di importante punto di riferimento per la creazione in Libia di un’entità statale unificata con cui affrontare la crisi migratoria che attanaglia l’Italia da sud.
Liberare la città dal terrorismo appare una tappa fondamentale che darà a Bengasi la possibilità di tornare a vivere in un nuova era abitata da stabilità e pace.
Un cammino difficile che è durato tre anni fino a quando nella giornata di ieri il generale ha
annunciato che le sue milizie erano riuscite ad espugnare anche la zona di Sabri, quartiere situato sul mare della città portuale e “ultima roccaforte dei terroristi a Bengasi”. Per poter liberare Bengasi dai jihadisti, Haftar aveva lanciato l'”Amaliyet al Karama”, l’Operazione Dignità, nel maggio 2014. Sono stati molteplici gli annunci che parlavano di imminente successo, ma le sue milizie si sono sempre dovute scontrare con sacche di resistenza. A restare asserragliati in interi quartieri sono stati jihadisti di vario tipo: dai dicnella hiarati tagliagole dell’Isis alle meno connotabili “Soraya Difaa Benghazi”, le “Brigate di difesa di Bengasi” (Bdb) che il mese scorso hanno annunciato lo scioglimento, passando per la Shura dei rivoluzionari della città.
Dopo la caduta di Gheddafi, provocata dall’intervento armato internazionale, il paese è precipitato nel caos totale. Due entità si disputano il potere: un governo di unità nazionale a Tripoli, riconosciuto dalla comunità internazionale e un’altra entità di cui è rappresentante Haftar, sostenuto dall’Egitto e dagli Emirati e poi dalla Russia. Oggi le forze di Haftar controllano, tra l’altro i quattro principali terminal petroliferi orientali, da cui viene esportata la maggior parte del greggio libico.
Nella crisi libica Haftar ricopre un ruolo da protagonista. Nonostante parte della comunità internazionale e l’Onu sostengano il governo di unità nazionale del premier Fayez Al Sarraj, le esortazioni rivolte al suo indirizzo al fine di coinvolgerlo in una soluzione allo stallo in cui la Libia si è venuta a trovare , non si sono fatte attendere.
Haftar infatti ha ottenuto una serie di successi militari contro milizie rivali pure nel centro-sud del Paese.
Anche il ministro degli Esteri Alfano , ha sottolineato che dallo scorso Gennaio l’Italia è stata la prima nazione ad affermare l’importanza di assegnare un ruolo al generale Haftar per farlo diventare attivo nella soluzione del problema .

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