DI CHARLOTTE MATTEINI
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Sventurato il Paese che ha bisogno di calciatori famosi che facciano da sponsor all’importanza dell’istruzione.
Donnarumma non dà la maturità quest’anno, e quindi cosa toglie al popolo? Fa il calciatore, a 18 anni prende 6 milioni di euro all’anno, avrebbe dato la maturità un anno prima del previsto. Rinuncia e parte per Ibiza. Dunque? Sono fatti suoi.
Magari non si sentiva preparato, visto che ha anche appena terminato gli Europei under 21. Magari ha preferito differire l’esame di un anno, potendoselo permettere, per darlo con maggiore tranquillità. O magari non gli interessava nulla, non sono fatti nostri e ne ha tutto il diritto. Anzi, io trovo piú assurdo il dover diffondere ai 4 venti una notizia privata, più che la sua personalissima decisione.
Per quale motivo dovremmo gettare addosso a un ragazzino di 18 anni la croce del dover a tutti i costi essere un esempio per gli adolescenti? A far capire l’importanza dell’istruzione agli adolescenti dovrebbero essere i genitori e gli insegnanti, non un ragazzo di 18 anni.
Io a 18 anni ero una inconcludente, solo maturando ho compreso l’errore fatto prima e mi sono messa a studiare. A 18 mi rompevo le palle a studiare letteratura, a 25 mi sono innamorata di Pirandello leggendomelo da sola a casa.
Con il senno di poi non rinnego affatto la mia inconcludenza, ma anzi ne sono parecchio orgogliosa. A 18 ho potuto sbagliare, capire che potevo e dovevo rimediare, ma soprattutto imparare dagli errori commessi e forgiare la mia persona e la mia personalità. E questo vale per tutti, famosi e non famosi, chiunque ha diritto a sbagliare, soprattutto nel momento in cui il suo errore non intacca l’altrui vita e l’altrui libertá.
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