1. DI CHIARA FARIGU

La scoperta, sostengono al CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare) è di quelle davvero importanti perché la particelle XI, rilevata dal Large Hadron Collider consentirà ai ricercatori di approfondire le loro conoscenze sull’interazione forte, che in termini più semplici sta a significare la forza che tiene insieme, come una colla, i nuclei degli atomi.

Roba da intenditori, senza alcun dubbio. Materia ostica per i comuni mortali che di particelle, atomi, protoni e diavolerie varie non hanno mai sentito parlare. A cominciare dagli atomi, appunto. Vale a dire il componente fondamentale della materia. Un’astruseria? Nient’affatto. Se partiamo dal presupposto che la “MATERIA” non è una disciplina scolastica ma la sostanza che forma il nostro universo ( costituita a sua volta da un numero enorme di piccoli corpuscoli detti atomi), siamo già sulla buona strada per comprendere, o almeno tentare di capire cosa sia, la particella XI, inseguita da anni, ma beccata solo ora grazie alla costanza dei ricercatori CERN.

Per avere un’idea di cosa si tratti non si può fare a meno di addentrarsi in termini scientifici dei quali non esistono sinonimi di sorta. Ma tant’è.

La particella XI non sarebbe altro che un barione, vale a dire una particella subatomica costituita a sua volta da tre particelle più piccole detti “quark”. Semplice, no? Manco per niente, visto che per “Quark” la stragrande maggioranza di noi intende quel fortunato programma televiso di Piero Angela, seguito anch’esso dagli appassionati del genere. Per dirla ancora una volta in parole povere quasi tutto ciò di cui siamo fatti e di quanto ci sta attorno è costituito da barioni. I più noti sono di tre specie, i neutroni con carica neutra, i protoni con carica positiva e gli elettroni con carica negativa, strettamente collegati tra di loro.

Ma qual è la particolarità della scoperta? Per comprenderla occorre fare un passo indietro. Sino ad ieri i ricercatori sapevano dell’esistenza di diversi tipi di quark, suddivisi in “pesanti e leggeri” che teoricamente si possono combinare tra loro dando vita alla formazione di vari barioni. Quelli studiati e osservati erano costituiti da 3 quark, ma non più di uno pesante. Questo appunto sino ad ieri. Quando non si conosceva la particella XI, grazie alla quale i ricercatori hanno appurato l’esistenza di un BARIONE CON DUE QUARK PESANTI.

Confermata l’esistenza della particella ora il compito dei ricercatori sarà quello di analizzarla e studiarla per avere le conferme relative alle teorie sui movimenti dei quark al suo interno, sul loro funzionamento e su come la cosiddetta “forza” o “colla” influisca per tenere insieme il sistema.

Insomma, una super-particella, a dispetto del suo nome. Super perché pesante e di fondamentale importanza perché “contribuirà a migliorare il potere predittivo delle nostre teorie”, spiegano soddisfatti i ricercatori del CERN.

Una scoperta rivoluzionaria che farà da apripista ad altre ricerche, altri studi e molto probabilmente ad altre scoperte.
Beh, per quanti ancora non avessero compreso la portata della scoperta, niente di preoccupante. Ne sentiremo parlare a lungo e forse, solo col tempo, anche chi non ha conoscenze specifiche nel campo della fisica, riuscirà a capirne le basi su cui si fonda, dal perché cadono gli oggetti al suolo al perché il sole dà la luce e crea la vita. In pratica cos’è la materia e come si tiene il sistema

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