DI CECILIA CHIAVISTELLI
Festeggia con la consueta bottiglia di Strega Paolo Cognetti. Superando i suoi avversari, dando ragione a tutte le previsioni si è aggiudicato il Premio Strega di questa LXXI edizione e il Premio Strega Giovani.
Da alcune ore è conclusa nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma la sessione per la proclamazione del vincitore Premio Strega 2017. Paolo Cognetti, con “Le otto montagne”, Einaudi Editore, fedele al suo raffinato modo di scrivere, trasportandoci tra le alte vette, in un paesaggio montuoso dove si sviluppano e si intrecciano valori fondamentali come l’amicizia e l’amore, porta a casa l’ambito premio.
Classe 1978, milanese, Paolo Cognetti non è nuovo ai premi. Ha iniziato a scrivere giovanissimo, ma, dopo un intervallo nel mondo del cinema come documentarista, ha esordito come scrittore, nel 2003, quando si è rivelato narratore e saggista, imponendosi alla critica letteraria e soprattutto ai numerosi lettori. Tra gli scritti più conosciuti “New York stories”, un viaggio tra le strade della grande mela.  La montagna è una delle sue grandi passioni, dove trascorre del tempo in una solitudine creativa visto che dalle sue escursioni nascono libri come “Il ragazzo selvatico” e “A pesca nelle pozze più profonde”.
Il suo modo di scrivere, come il suo atteggiamento nel leggere il mondo che lo circonda, conoscono la spietatezza e il calore umano, la liricità e l’asciuttezza. I momenti di vita che narra nei suoi lavori, sono frutto di viaggi, di atmosfere vissute, di luoghi conosciuti, di uomini e donne reali che si ricompongono in dialoghi e legami forti, nero su bianco, oltre ogni tempo e incomprensione.
Paolo Cognetti, con il suo trionfo ha sorpassato degnissimi avversari, che lo seguono, in ordine di graduatoria, come Teresa Ciabatti con “La più amata, Wanda Marasco per “La compagnia delle anime finte”, Matteo Nucci con “È giusto obbedire alla notte” e ultimo Alberto Rollo per “Un’educazione milanese”. Ma soprattutto il suo successo consiste nell’aver dato al mondo letterario il suo primo vero romanzo all’altezza delle sue qualità per le quali è conosciuto e ha tanti estimatori nel mondo.
“Le otto montagne”, quindi. Due ragazzi e due realtà diverse, uno in città e l’altro in montagna. Eppure le loro sensibilità si attraggono in una grande amicizia che supera il tempo e la lontananza. E mentre i giorni corrono nelle loro vite, in una crescita per diventare adulti conoscono tanti sentimenti e tante imperfezioni, continuando a ritrovarsi ogni anno in estate, mentre le descrizioni di paesaggi, i dialoghi e gli affetti più vicini ai ragazzi fanno da cornice alla loro storia. La montagna si rivela un luogo delle emozioni, dove si arriva sulla vetta in tanti modi, in una salita lenta intorno ai bordi o una dirittura difficile ma più veloce.

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