DI CHIARA FARIGU

Le segnalazioni stradali di autovelox e tutor pare abbiano i giorni contati. A breve infatti spariranno, o potrebbero sparire, da strade e autostrade, secondo quanto prevede un nuovo Decreto Legge in fase di preparazione. Le stesse poi verrebbero rimosse anche dai navigatori, applicazioni e siti web.
La motivazione che ne decreta la fine inesorabile consisterebbe nella loro pericolosità. Già. Quei cartelli sino a ieri issati a tutela e protezione degli automobilisti sarebbero diventati improvvisamente una fonte di pericolosità, da eliminare al più presto. Di gran lunga più temibili dell’eccesso di velocità o di un sorpasso azzardato sulla doppia striscia o, peggio ancora, di un’inversione a U.

A detta dei legislatori, pronti a cancellare qualsiasi traccia della loro esistenza, gli automobilisti, davanti a quei cartelli, che potrebbero documentarne le trasgressioni commesse, frenano bruscamente mettendo a rischio la circolazione. E per cercare via di fuga alternative, per sfuggire alle sanzioni previste azzardano, all’ultimo momento, manovre di emergenza causando tamponanti e incidenti di ogni tipo.
Questi i fatti. Ma come sempre più spesso accade, i decreti emanati dal Governo anziché incontrare il gradimento dei cittadini finiscono inevitabilmente per dividerli in favorevoli e contrari. Forse perché sotto c’è sempre la fregatura, vallo a capire, fatto sta che qualche sospetto rimane e ci si domanda quale sia invece la “vera” motivazione che sta portando a decretarne la totale rimozione. Non sembra neanche soddisfare la spiegazione data dal Procuratore Generale di Roma Giovanni Salvi a Repubblica, ne ha dato la notizia in anteprima: “Il fatto di segnalare con anticipo un controllo di polizia è una cosa illogica e che molte volte rende di fatto inutile il pattugliamento. Levare queste segnalazioni preventive rimetterà legalità sulle nostre strade: deve passare il concetto che gli automobilisti devono sempre viaggiare entro i limiti di velocità, non solo quando ci sono i controlli”.

In teoria, non avrebbe torto il Procuratore. Se gli automobilisti fossero sempre ligi e rispettosi del codice stradale. E se quei “limiti di velocità” fossero fissati davvero e sempre in maniera intelligente. Spesso però non è così, da qui (ma non solo) trasgredire diviene quasi un fatto naturale.
Così come chiedersi il perché di tanta solerzia in questa rinnovata attenzione del Governo nei confronti dei cittadini.

Si tratta effettivamente di rimettere legalità nelle strade o di andare a ingrassare le casse dei Comuni sempre più a corto di risorse dopo i continui tagli agli EE.LL. voluti dalla spending review? A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, diceva quel Giulio fine conoscitore dell’animo umano ma ancor di più degli intrighi di Palazzo. Ne ha la certezza Elio Lannutti, Presidente Adusbef , l’associazione che tutela i consumatori nel settore bancario, assicurativo e postale, che ha tacciato la “novità” con uno sbrigativo quanto perentorio “Autovelox: ennesimi agguati, come nel Far West, per fare cassa”.

Ci sarebbe pure da domandarsi: che fine farebbe la sentenza della Cassazione n° 5997 del 14.03.2014 che stabilisca che NON è valida la multa per eccesso di velocità rilevata con l’autovelox se mancano i cartelli stradali che preavvisano l’automobilista della presenza, di lì a breve, dell’apparecchio di controllo elettronico? Sentenza che specifica che la preventiva segnalazione dei sistemi elettronici è un obbligo specifico della polizia stradale e che dispositivi e segnali luminosi devono essere installati con adeguato anticipo rispetto al luogo dove viene effettuato il rilevamento della velocità in modo da garantirne il tempestivo avvistamento da parte dell’utente. Non solo. C’è di più. Perché la sentenza afferma che PER GARANTIRE IL DIRITTO DI DIFESA DEL CITTADINO, oltre all’autovelox, visibile e PRE-segnalato, nel verbale d’infrazione DEVE essere specificato se la postazione di controllo della velocità e la relativa segnaletica era temporanea o permanente. In assenza di ciò o di parte di essa il verbale di contestazione è da considerarsi nullo e di conseguenza anche la relativa sanzione. Nulla sarebbe pure la multa nel caso in cui l’auto della polizia che becca il trasgressore dovesse avere i fari spenti. Insomma, un pasticciaccio. L’ennesimo, all’italiana, ancora una volta.
Ma perché dopo averci fatto credere, scomodando anche i supremi giudici, che “l’uomo avvisato è sempre salvato”, ora, con una mossa che appare se non proprio truffaldina, perlomeno alquanto sospetta si vuol rimuovere quella scritta luminosa che ci avvisa del controllo di velocità?

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