DI GIULIO CAVALLI
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Faq per non chiudersi a riccio
Il discrimine è il no al referendum?
Va bene. Sono d’accordo. Allora però hanno votato no, a sinistra, anche D’Alema e Bersani, Speranza e Scotto e tanti altri che riempivano la piazza dei Santi Apostoli, in cui ha parlato Onida, che ha sostenuto e votato no.
Sì, ma io il Pd non l’ho mai votato.
Ricordiamo che in passato sono successe molte cose. In un governo Prodi erano ministri Ferrero e Gentiloni, insieme. Vendola era alleato di Bersani e fece le primarie con Renzi. La lista Ingroia, in cui era candidata Anna Falcone, non raggiunse il quorum.
Parliamo di programma.
Brancaccio e Apostoli hanno parlato di articolo 18, progressività, financo di patrimoniale. Poi, certo, sarebbe interessante capire che tipo di impianto complessivo e quali misure specifiche, ma una settimana fa il discrimine era l’articolo 18. Oggi? Davvero vale la pena cercare il discrimine senza avere ancora ascoltato i programmi? Perché il discrimine sulle intenzioni, quello, anche no.
Intanto c’è anche chi quel programma lo sta scrivendo punto per punto, e non solo scrivendo i titoli ma anche gli svolgimenti. Per questo il lavoro da fare è soprattutto un Manifesto a disposizione di tutti per un confronto nel merito che parli di “cosa” e non di “chi”. Probabilmente sarà più facile ritrovarsi e soprattutto non perdersi.
https://left.it/2017/07/07/consigli-non-richiesti-per-non-chiudersi-a-riccio-a-sinistra/?utm_content=buffer6427a&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer
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