DI CHARLOTTE MATTEINI
Leggo questo articolo su Repubblica, che si intitola: “Le 23 domande da non porre mai alla fine di un colloquio”.
A quanto pare chiedere l’ammontare dello stipendio previsto per la mansione è tabù. “Chiedere dei soldi troppo presto durante il processo di selezione vi fa apparire arroganti e scortesi”.
Arroganti e scortesi, alla fine di un colloquio. Vabbè.
Vorrei capire: come si può prendere in considerazione un’offerta senza sapere lo stipendio previsto? Perché perdere del tempo a selezionare persone che potenzialmente, non appena appresa la cifra, potrebbero rinunciare al posto perché non in linea con le aspettative? Ma soprattutto, se magari ho già un lavoro, come pondero la mia decisione se manca il tassello fondamentale?
Rischi di apparire troppo attaccato ai soldi, dicono. Ma gente, le persone lavorano anche e soprattutto per portare a casa lo stipendio, non per la gloria.
All’estero lo stipendio è scritto direttamente nel testo dell’annuncio, qui in Italia sembra davvero un argomento tabù. Forse perché siamo ancora convinti che assumere una persona non sia anche un’esigenza aziendale, ma un favore che fai al povero morto di fame che cerca lavoro.
Rimango basita, ma davvero.
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