DI CHIARA FARIGU


E’ un drammatico dejà vu che si ripete puntualmente ogni anno con l’inizio della bella stagione. Complici le temperature roventi, il problema della siccità ha che indotto diverse Regioni a chiedere lo stato d’emergenza ma è soprattutto l’incuria dell’uomo la causa principale all’origine dei numerosi incendi che periodicamente devastano parti dell’Italia, soprattutto al Sud. L’ultimo, in ordine di tempo, in Sicilia, sul monte Amianta, le cui fiamme minacciano la vicina centrale elettrica di Messina e le case dei dintorni.
Ma è un po’ tutto il Sud a dover fare i conti con roghi sempre più difficili da controllare. La Sardegna, ogni anno, paga un prezzo troppo alto, centinaia di ettari di boschi e pinete vanno in fumo e l’isola è sempre più a rischio disboscamento. La flotta aerea dello Stato è dovuta intervenire per domare oltre 20 incendi negli ultimi tre giorni. Molte sono le Regioni che non hanno una propria flotta, né un aereo né un elicottero per supportare il lavoro a terra dei VV.FF. e dei tanti volontari che intervengono per spegnere i roghi. Un’emergenza sull’emergenza. Alla quale non si riesce a far fronte nonostante si conoscano le cause. O forse non si vuole. Pensiero non peregrino, visti anche gli interessi che ruotano dietro agli incendi

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