DI LUCA BILLI
Se uno è convinto di non avere conseguenze se espone nel suo locale pubblico cimeli, più o meno autentici, del regime fascista, è anche colpa di noi antifascisti. Se un altro in parlamento scrive un parere su una proposta di legge, dicendo che vietare di esporre tali cimeli è un provvedimento liberticida o se un altro ancora, della stessa risma, dice che “le idee non si processano”, è anche colpa di noi antifascisti.
Adesso non è più il tempo di scrivere tweet indignati come fa il segretario del pd, di far finta che ve ne importi qualcosa, ex-amici di quel partito. Come chi difende il bagnino di Chioggia e dice che è suo diritto tenere quella paccottiglia per prendere qualche voto, così molti oggi si scoprono antifascisti con lo stesso scopo.
 Se un parlamentare italiano ha potuto dire che una legge che vieta la propaganda fascista è liberticida è stato possibile perché per anni i soloni, soprattutto della mia parte politica purtroppo, ci hanno spiegato che dovevamo consegnare al passato la distinzione tra fascismo e antifascismo. E’ stato possibile perché Violante ha detto che i morti erano tutti uguali, perché Napolitano ha predicato la pacificazione, perché abbiamo concesso ai fascisti la “festa” dell’10 febbraio, in modo che anche loro avessero qualcosa da festeggiare, perché a un certo punto ci siamo vergognati di dichiararci antifascisti. Mentre i fascisti non si sono mai vergognati delle loro bandiere nere imbevute del sangue di Matteotti, dei fratelli Rosselli, delle donne e degli uomini che hanno ucciso e che hanno fatto morire, come Gramsci. Mentre loro si pavoneggiavano al governo del loro passato in orbace, noi abbiamo cominciato a fare dei distinguo, a tentennare, a mettere in fila i nostri “ma anche”. Niente “ma anche”: un fascista non ha gli stessi diritti degli altri, è meno uguale degli altri, perché ha perso il diritto di parlare e di esporre le proprie bandiere.
So bene che è una storia che non comincia adesso, perché in questo paese non abbiamo fatto davvero tutti i conti con quel passato e, per pavidità in alcuni e per calcolo in altri, abbiamo permesso che si costituisse un partito come il Msi che, a norma della Costituzione, avremmo dovuto vietare. E poi erano fascisti quelli che hanno messo le bombe, in una terribile stagione di sangue da piazza Fontana alla stazione di Bologna. Perché la storia di cui si fanno alfieri i raccoglitori di ciarpame fascista, difesi da questi novelli volteriani e troppe volte ignorati da noi, che ci siamo girati dall’altra parte quando vedevamo quelle cose esposte, non è finito il 25 aprile 1945. I fascisti hanno continuato a manifestare le loro idee, a fare apologia di reato: per questo è nostro dovere non smettere mai di essere antifascisti.
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