DI CHIARA FARIGU

La nostra Italia così bistrattata denigrata derubata, sempre col fiato corto per cercare di stare al passo delle grandi, beh, in fatto di bellezza non ha da invidiare niente e nessuno. E’ lei la regina. A incoronarla l’Unesco, a Cracovia, nella 41esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale. Non solo. Nell’ aggiornare la Word Heritage List, la Commissione promuove altri due siti, che da 51 passano a 53.
53 meraviglie da tutelare, conservare e tramandare perché patrimonio per la storia e la cultura dell’umanità.
All’interno delle new entry, “le antiche faggete” e “le opere di difesa veneziane”, la splendida città-fortezza di Palmanova voluta dalla Serenissima per difendere la cristianità dagli ottomani. Benché i nuovi siti numericamente siano due sono però almeno una decina i luoghi fisici inglobati al loro interno che possono, giustamente, fregiarsi del marchio “patrimonio”.
Dietro di noi a stretto giro la Cina, con 52 siti. Nettamente staccate la Spagna con 46, la Francia con 43 e la Germania con 42.
Scorrendo la lista, la Sardegna viene menzionata solamente per il sito nuragico di Barumini. Un vero peccato se si considera che l’isola, tutta, è un continente a sé. Segno che non viene valorizzata e sponsorizzata come meriterebbe. E’ chiaro, si potrebbe affermare lo stesso di altre bellezze mozzafiato presenti lungo tutto lo Stivale.
Certo rimane sempre quella domanda senza risposta: ma cosa sarebbe il nostro Paese se venissero stanziate le risorse necessarie per valorizzare l’immenso patrimonio culturale che i nostri avi ci hanno tramandato?
Non ce ne sarebbe per nessuno, questo è certo.
Intanto gioiamo: siamo il top, almeno in bellezza.

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