DI VANNI CAPOCCIA
La notizia della differenza di vedute sul futuro di #Emergency tra Gino Strada e sua figlia Cecilia con la rimozione di quest’ultima da presidente è piombata come un fulmine a ciel sereno in questa torrida estate. Si è anche attivato un certo tifo da derby calcistico tra chi ha deciso di stare da una parte o dall’altra (quale poi?).
Quella di Emergency non è la favola di Teresa Sarti, Gino Strada e Cecilia alla quale partecipiamo con le nostre donazioni e sostegno. È la storia di un lavoro durissimo, fortemente coinvolgente dal punto di vista emotivo, nel quale si mescolano. professionalità, sentimenti, passioni, durezze, orrori che si vedono e vivono.
Proprio per questo spero tanto che padre e figlia sgombrino per quanto possibile il campo da questo groviglio di stati d’animo, mettano una giusta distanza tra loro e quello che sta succedendo e si parlino. Non per cancellare quanto sta succedendo con un abbraccio e un vogliamoci bene, ma per rimuovere ostacoli, incomprensioni.
Capendo – loro, due persone da pochi compromessi – che la ricerca di un compromesso non è in sé negativa, ma è quella cosa che se fosse stata e venisse applicata nelle zone di guerra dove Emergency opera avrebbe potuto salvare tante vite. Le stesse vite per le quali Strada e Cecilia stanno dando tutti sé stessi.
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