DI ANNA LISA MINUTILLO
La nascita uno degli eventi più belli in assoluto, i bimbi nei loro lettini e un momento di gioia che corre il rischio di diventare un dramma.
Nella giornata di ieri una donna di 33 anni , indossando un camice bianco per non destare sospetti, alla Clinica Mangiagalli di Milano ha tentato di rapire una neonata e di allontanarsi con essa dalla struttura.
La mamma della neonata si è però insospettita forse per le modalità con cui la piccola le è stata portata via dalle braccia dalla 33enne che si è finta infermiera, con il pretesto di esami da dover effettuare, cosa che a lei non era stata comunicata.
Ha chiamato immediatamente i soccorsi e la fuga della donna è stata interrotta sulle scale dell’ospedale dall’intervento di un’ostetrica , di un dottore e dalla vigilanza.
Nell’ospedale sono subito accorsi anche i genitori di altri neonati, che hanno cercato di aggredire la donna di origini sudamericane che è stata poi fermata dai carabinieri e portata in caserma per accertamenti.
il Policlinico in una nota ufficiale ha reso noto che questa brutta storia non ha avuto conseguenze né per la piccola e neanche per la madre, che sono potute tornare a casa come previsto, nonostante questa disavventura vissuta. Inoltre la Clinica Mangiagalli ha assicurato che potenzierà il servizio di vigilanza e rafforzerà le procedure d’ingresso.
Al momento sono in corso accertamenti su quanto avvenuto.
Non sembra essere emerso alcun “movente” : la donna non conosceva infatti la madre della bambina, che sarebbe stata scelta a caso.
Sembrerebbe che la 33enne abbia raccontato allʼ ostetrica, che è riuscita a fermarla, di aver perso recentemente un bambino e che proprio lo shock per l’inaspettata conclusione della gravidanza, possa aver spinto la donna ad attuare il tentativo di rapimento.
Ora è detenuta nel carcere di San Vittore per sequestro di persona e “sottrazione di persona incapace”. Grazie a una rapida indagine svolta dagli inquirenti sembrerebbe che la donna fosse già stata ricoverata al Mangiagalli sette anni prima, dando alla luce un bimbo senza complicazioni.
Non è stato ancora accertato se la rapitrice abbia perso di recente quel figlio nato sette anni prima, o se sia vera la storia dell’aborto recente che non risulta essere avvenuto in questa struttura ma che potrebbe benissimo essere avvenuto altrove.
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