DI ENNIO REMONDINO

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Anche l’Egitto ha la sua guerra in casa contro lo Stato Islamico, e la combatte nel Sinai. Una guerra che dal 2013 a oggi ha causato più di 2000 perdite e che ha visto Isis guadagnare posizioni, con una escalation di attacchi terroristici. Sino ad oggi.
La svolta delle alleanze tra i popoli del deserto, e Isis contro Hamas. La svolta politica nella striscia di Gaza e i possibili tradimenti.

Le alleanze del deserto

Le tribù beduine del Sinai, che per lungo tempo avevano concesso agli jihadisti di usare il proprio territorio, sono passate dalla parte del governo. L’Islamic State aveva cominciato a interferire con i loro affari. Ad esempio quel camion carico di tabacchi, fatto esplodere perché il fumo è vietato dalla legge islamica. Ma la tribù dei Tarabin, sul contrabbando di sigarette al confine con Gaza ci campa, e ha voltato le spalle agli ex protetti.
Risposta in pieno stile criminal-jihadista: miliziani dell’IS hanno rapito e decapitato 4 beduini. Fine definitiva dei rapporti tra il popolo beduino e Isis, e avvio di una cooperazione tra il governo egiziano e la Tribù dei Tarabin che è riuscita a coinvolgere i capi beduini delle famiglie più importanti della penisola. Nasce l’Unione Tribale del Sinai, la cui ala militare, la brigata ‘Shahid Salem Lafi’, conduce operazioni coordinate con l’esercito del Cairo contro l’Isis.

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http://www.remocontro.it/2017/07/11/beduini-isis-nel-sinai/

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