DI ANDREA GRASSO
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Si è appena conclusa la 63ma edizione del Taormina Film Fest, che ha avuto luogo nella città siciliana in questione dal 6 al 9 Luglio; edizione purtroppo “ridotta” (o come l’hanno definita gli organizzatori “di transizione”) per i ben noti fatti di cronaca che hanno visto sfidarsi a suon di dispute legali l’organizzazione risultata vincente dalla gara indetta nei mesi scorsi e l’organizzazione degli scorsi anni, contestandosi a vicenda e riuscendo ad ottenere l’una l’eliminazione dell’altra; come risultato il festival ha dovuto fare a meno di entrambe le organizzazioni, e poiché gli strascichi legali hanno lasciato troppo poco tempo per trovarne una terza, per far sì che l’edizione non saltasse totalmente, si è preferito comunque organizzarlo internamente anche se in tono minore (leggasi: con meno fondi a disposizione), ovvero sotto la responsabilità diretta della Fondazione Taormina Arte e la supervisione del suo Segretario Generale Ninni Panzera.
Va quindi dato atto a Panzera e a tutto lo staff dell’impegno e della determinazione che hanno avuto nel far sì che l’edizione del 2017 ci fosse comunque, laddove si sarebbe potuto benissimo saltare un anno per motivi più che validi, e va sottolineato che le loro scelte sono state dichiaratamente orientate verso la qualità piuttosto che la quantità; ma, pur prendendo atto della buona volontà, la fredda cronaca ci impone anche di rilevare il parziale fallimento in termini di presenze (sia di pubblico che di mass-media) di questa edizione in tono minore.
Via per quest’anno il Teatro Antico, le cui serate misto di premiazioni, presentazioni, esibizioni e anteprime esclusive di film erano il fiore all’occhiello della kermesse e che raccoglievano regolarmente centinaia, se non migliaia, di persone (di cui una buona parte paganti), quest’anno i film sono stati proiettati nel Palazzo dei Congressi (che gli altri anni era comunque sede delle proiezioni “minori” durante il giorno) e al Cinema Olimpia; con pochissimi fronzoli e qualche film che ha beneficiato dell’introduzione da parte del suo regista e/o membro del cast, il festival in questa modalità più modesta ha voluto recuperare il suo significato originario, quello appunto di rassegna di film, a disposizione gratuitamente per chiunque; peccato che il pubblico non abbia evidentemente gradito, visto che le folle oceaniche presenti gli scorsi anni hanno disertato in massa queste proiezioni, seguite solo da qualche decina di fedelissimi; c’è da dire, a parziale difesa degli assenti, che le pellicole in programma non erano di grande richiamo popolare, trattandosi di titoli meno conosciuti e poco distribuiti, e che tra un film e l’altro sono stati inseriti documentari di interesse probabilmente solo settoriale.
Le Masterclass, altro fiore all’occhiello delle scorse edizioni in cui l’attore o il regista dialogavano col pubblico sulla loro carriera e sul film appena uscito o addirittura ancora in lavorazione, sono purtroppo state ridotte drasticamente a due: una dedicata a Isabella Ragonese, a cui è stato anche reso onore inserendo nel programma delle proiezioni cinque film che la vedono protagonista, da Tutta La Vita Davanti del 2008 fino all’ultimo recente Il Padre D’Italia; l’altra a Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, registi dell’acclamato Sicilian Ghost Story.
Per ovviare alla carenza di grandi anteprime e grandi star nazionali e internazionali, il festival si è arricchito però di alcune nuove iniziative di contorno: alcune sicuramente molto gradite come “Libri In Terrazza”, che ogni giorno dopo il tramonto sulla terrazza del Palazzo dei Congressi permetteva la presentazione di un libro a tema cinematografico, con la presenza e il commento sia del suo autore che di altre personalità del settore; altre sinceramente un po’ deludenti, come la mostra fotografica “Taormina Cinema”, dislocata in una location abbastanza distante dal cuore della manifestazione e consistente in una manciata di fotografie cinematografiche dell’Istituto Luce già viste in precedenti edizioni; parzialmente deludente anche la mostra alla Casa del Cinema: da un lato il finale originale de “L’uomo Delle Stelle” di Tornatore, in versione sia scritta che disegnata, è un reperto inedito molto interessante per i fan del regista siciliano, dall’altro lato gli sbandierati cimeli di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia altro non erano che una decina di oggetti, neppure particolarmente interessanti, dentro una piccola teca.
Un’ulteriore iniziativa “nuova” e molto gradita è stata quella della Notte del Cinema, che la sera di sabato 8 Luglio ha portato le colonne sonore dei film per le strade di Taormina, con l’esibizione in Piazza IX Aprile di un quartetto di fiati del Conservatorio di Messina, della Compagnia Nazionale di Danza Storica che ha eseguito una suite dal gran ballo del Gattopardo, e del fisarmonicista Pietro Adragna che ha eseguito musiche dal film Il Postino.
Infine, merita delle considerazioni più approfondite l’evento svolto sempre nell’ambito della Notte del Cinema alla Villa Comunale di Taormina, che per accontentare i fan del genere horror prevedeva la proiezione su grande schermo da mezzanotte fino alle sei di mattina di tre titoli cult: M.D.C. Maschera Di Cera, Phenomena e I Tre Volti Del Terrore; ospite d’onore di questa mini-rassegna è stato Sergio Stivaletti, creatore degli effetti speciali di tutti e tre e regista di due di essi (Phenomena ha la regia di Dario Argento).
Spiace che questo evento sia stato relegato a orari improponibili, quasi come se gli appassionati di horror fossero loro stessi dei vampiri che non dormono la notte, mentre Stivaletti, piuttosto che una targa di riconoscimento e di un quarto d’ora di chiacchierata notturna di fronte a qualche decina di spettatori, avrebbe sicuramente meritato una Masterclass diurna in cui avrebbe potuto svelare qualche trucco del suo mestiere.
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