DI LUCA SOLDI

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L’Aula del Senato ha respinto per alzata di mano le questioni pregiudiziali presentate dalle opposizioni al decreto sui vaccini mentre sembra tramontare l’ipotesi che il governo ponga la fiducia sul testo. Ipotesi, questa, che vede la contrarietà di Forza Italia. Tra le modifiche apportate dal passaggio in Commissione a Palazzo Madama, la principale riguarda la riduzione delle vaccinazioni obbligatorie, passate da 12 a 10, ovvero: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella. A queste, poi, se ne aggiungono altre 4 “consigliate” attivamente dalle Asl: anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus. Gli echi della vigilia al confronto nell’Aula del Senato che poi facevano prevedere un deciso alleggerimento delle sanzioni e dei reati nei quali andrebbero ad incorrere quanti si trovino nella condizione di non condividere l’obbligo alla vaccinazione, sono stati confermati
Dopo la maratona notturna in commissione, e’ sbarcato in aula del Senato il decreto-vaccini con un carico di novità rispetto al testo iniziale.
Oltre al numero inferiore rispetto alle aspettative di vaccini obbligatori, ci sarà anche la possibilità di eseguire la profilassi anche in farmacia e l’obbligo di vaccinarsi anche per medici e operatori sanitari e scolastici. Quest’ultimo passaggio, al momento, verrà accantonato per la mancanza di copertura finanziaria.
Nella notte di lunedì la Commissione Igiene e Sanità del Senato aveva licenziato il decreto vaccini. Nel corso della seduta notturna la Commissione aveva approvato, tra gli altri, l’emendamento che prevede l’istituzione dell’Anagrafe vaccinale nazionale, che registrerà la situazione vaccinale degli italiani.
Il via, nell’aula del Senato, all’esame del dl vaccini, si è avuto in queste ore dopo che la relatrice Patrizia Manassero ha esposto la posizione della maggioranza.
Era successo che nella stessa giornata di lunedì il Consiglio dei ministri aveva autorizzato a porre la fiducia ma il passare delle ore, le modiche, ha di fatto spostato l’orientamento indirizzando il testo al voto ordinario. Su questo punto pare solo la Lega si metterà di traverso.
L’aula del Senato ha respinto a larga maggioranza, con un voto unico, le cinque pregiudiziali presentate dalle opposizioni, sia quelle della sinistra (MdP) che quelle del centrodestra (Fi) dove veniva richiesto che l’obbligatorietà fosse sostituita da una maggiore informazione e da quindi da una “adesione consapevole”.
Dopo la discussione generale sul provvedimento che si concluderà nella mattinata di mercoledì il decreto legge dovrà passare poi al vaglio di Montecitorio.
Intanto è stato approvato, in commissione Sanità, l’emendamento Cattaneo che prevede l’obbligo della presenza dell’Aifa sia nei contenziosi per presunti danni da farmaci, vaccini o trasfusioni. Sia nei contenziosi per la somministrazione dei farmaci sperimentali in fase 3 (non ancora in vendita).
In particolare si fa riferimento al caso Stamina. In pratica ci trovasse nelle condizioni di rivolgersi a un giudice per ottenere la somministrazione di un farmaco non in commercio, il giudice a suo volta potrà fare ricorso ad un suo consulente.
Allo stesso tempo, nella causa, entrerà di diritto anche l’Aifa.
Nella notte di lunedì la Commissione Igiene e Sanità del Senato aveva licenziato il decreto vaccini. E un importante emendamento che prevede per gli operatori sanitari l’obbligo a documentare la loro posizione. Non è previsto, al momento, l’obbligo per loro a vaccinarsi perchè manca la copertura finanziaria. “A partire dal 1 gennaio 2018 – recita l’emendamento approvato in Commissione – gli operatori sanitari, socio sanitari e quelli scolastici presentano all’azienda sanitaria o all’istituzione scolastica la documentazione attestante l’avvenuta vaccinazione”.
Un altro punto che non è andato avanti e’ stato quello, decisamente eccessivo, di prendere in considerazione la possibilità di togliere la potestà genitoriale al padre ed alla madre che decidono non vaccinare i figli.
Infine scendono decisamente anche le sanzioni per i genitori che non vaccineranno i figli: si passerà da 7.500 a 3.500 euro.
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