DI SIMONA CIPRIANI
Un fronte di fuoco di oltre 2 kilometri, 7 focolai scoppiati contemporaneamente tra la notte e la mattinata di ieri, che interessano le zone di Ottaviano, Ercolano e Torre del Greco; tre ristoranti e diverse abitazioni civili, attività commerciali e turisti evacuati, tre canili privati che ospitano più di 750 cani minacciati dalle fiamme, danni incalcolabili al patrimonio boschivo, faunistico del Parco Nazionale del Vesuvio e alle produzioni agricole, diverse persone intossicate: questo è il bilancio dei cinque giorni di fuoco vissuti dal Vesuvio e dagli oltre 350.000.000 abitanti dell’area vesuviana interessata dagli incendi.
L’immagine del vulcano che sovrasta Napoli, avvolto dal fumo e dalle fiamme è impressionante. Piuttosto che un incendio sembra di assistere a un’eruzione in piena regola solo che il fumo denso con caduta di fuliggine e ceneri, che si sposta spinto dal vento verso est-nordest e che ha coperto con una coltre tutta la zona sottostante il Vesuvio ha probabile, anzi quasi certa, origine dolosa, dietro i focolai, potrebbe esserci lo sversamento illegale dei rifiuti.
Si tratta di una vera e propria emergenza, i sindaci dei comuni interessati dalle fiamme hanno convocato i rispettivi consigli comunali, e avviato riunioni con i responsabili della Protezione civile regionale, il Nucleo tutela ambientale, forestale e agroalimentare dei carabinieri, i Vigili del fuoco, hanno allertato i presidi sanitari e messo a disposizione diverse ambulanze.
Il sindaco di Ottaviano Luca Capasso ha chiesto l’intervento dell’esercito e ha sollecitato azioni da parte del Governo e della protezione civile nazionale per una situazione talmente grave da mettere in ginocchio un’area produttiva enorme.
“ Stiamo assistendo alla morte dello Stato – ha dichiarato – alla sua totale assenza – e ancora – siamo tutti sconfitti, tutti impotenti, ma sarebbe sbagliato arrendersi: ora è il momento di dare il massimo, ognuno per la propria parte per salvare il territorio”.
Le attività di spegnimento sono coordinate dalla Protezione civile della Regione Campania impegnando circa 60 persone con il supporto di un Canadair e un elicottero.
D’altronde di più non si può fare, su tutto il territorio nazionale sono attivi solo 15 Canadair dopo che nel 2013 ne è stato ridotto il numero per contenere i costi: un territorio come l’Italia, altamente esposto al pericolo degli incendi che dispone solo di 15 velivoli per lo spegnimento: una vera follia se si pensa che solo in Campania, al momento, sono presenti 100 incendi che interessano più fronti sull’intero territorio, in particolare le province di Napoli, Salerno e Avellino.
È ormai notte. La nube grigia che avvolgeva il più famoso vulcano del mondo, punteggiato ancora dalle fiamme, è diventata di un rosso cupo con un bagliore inquietante, l’inferno vesuviano, visibile dalle immagini satellitari in tutto il mondo, non accenna a a diminuire.
Dalla California giunge un messaggio alla redazione di Napoli Today:”Vi inviamo le nostre preghiere e i nostri migliori auguri affinché l’incendio possa cessare e tutti possano essere salvi”. Poche parole di solidarietà venute da lontano che in questa notte di fuoco, di preoccupazione e di mancanze aiutano a non sentirsi soli.
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