DI LUCA SOLDI

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Il Sud e non solo, va a fuoco per mano criminale, mafia, camorra e ndrangheta vogliono ridurre un intero mondo in cenere.
Vogliono marcare il territorio una volta di più. Altro che eventi naturali, altro che cambiamenti climatici e surriscaldamento del pianeta, qui è la mano delle organizzazioni mafiose a voler condizionare la desertificazione di intere regioni del nostro Paese. E’ l’atteggiamento di mafia, camorra ed ‘ndrangheta e di qualche privato che si comporta in modo analogo in sfregio al rispetto degli altri e della natura che ci circonda.
Vogliono ricordare ai più distratti, ai frettolosi che non possono fare finta di niente, comandano loro.
E lo Stato prova a rispondere come può. Per l’emergenza Vesuvio si sono mosse tre procure, quella di Napoli, di Torre Annunziata e di Nola. “Siamo in una fase preliminare ma tutto fa propendere per la natura dolosa degli incendi”, annuncia il procuratore di Napoli Fragliasso.
Intanto a sbilanciarsi ci pensa il comandante regionale dei carabinieri forestali Sergio Costa che usa meno cautele: “Non è un’autocombustione ma dietro c’è la mano di una o più persone”. Cosi per la Campania, ma anche per la Sicilia, la Calabria, ma anche Sardegna, Toscana e Lazio. Niente prende fuoco per conto proprio.
Niente avviene senza che l’uomo, gli uomini, non vogliano
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