DI CHARLOTTE MATTEINI
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Ho sempre adorato e trovato spunti di riflessione nei programmi e film cosiddetti trash perché tendenzialmente hanno la capacitá di mettere in fila tutti quei dettagli della vita reale che normalmente facciamo finta di non notare, per vigliaccheria o debolezza, davanti ai quali preferiamo chiudere gli occhi. Prendiamo questo Temptation Island, un reality fantastico e terribile allo stesso tempo.
Ci sono queste coppie, giá palesemente in crisi, che decidono di partire per tot settimane allo scopo di mettere alla prova la propria relazione.
In questa edizione, per esempio, c’è una ragazza che appena mette piede nel resort dichiara che non vedeva l’ora di staccarsi dal fidanzato, che non sopporta, che quando vanno a letto lei piange, che non ha abbastanza ambizioni, non c’ha la laurea, non c’ha l’azienda e via discorrendo. Praticamente uno sfigato che lei si diverte a umiliare. “Lo ami per quello che è? No, io volevo cambiarlo”.
Lasciarlo? Troppo complicato. Questo povero Cristo più viene umiliato, più ci rimane male, piú cerca di cambiare per piacerle e dice che “vuole bene a questa persona”. Questo il caso più eclatante, che davvero vorrei essere lì a dire a ‘sto povero Cristo “ma non vedi che non ti ama manco per sbaglio?!”.
Il filo conduttore, guardando un po’ tutte le varie situazioni, è uno, sempre lo stesso: coppie sull’orlo dello scoppio, persone che stanno insieme quasi solo perché non hanno il coraggio di proseguire la propria vita da sole. Poi rifletto e penso a molte coppie che conosco e anche nella vita reale il filo conduttore è sempre lo stesso: un misto tra mancanza di sincerità e mancanza di coraggio.
Coppie che vanno avanti per inerzia, persone che non si amano più ma hanno il terrore di stare sole con se stesse, persone che si accontentano del minimo sindacale pur di non affrontare un abbandono, gente che dietro se ne fa di tutti i colori, persone che perdonano tradimenti costanti per poi passare anni a recriminare, promesse mai mantenute, per non arrivare a parlare di violenze fisiche o vessazioni psicologiche.
Poi, per carità, conosco coppie bellissime che sono felice di conoscere perché infondono tanta speranza, ma quante sono? Le conto sulle dita di una mano.
Osservo un po’, ascolto queste storie grottesche e tristi, e ci metto dentro pure le mie, che di tragicommedie ne ho vissute, e piú che giudicare mi chiedo costantemente: ma perché? Perché stare insieme a qualcuno che non si ama? Perché voltarsi dall’altra parte per far finta di non vedere? Perché c’abbiamo le pigne in testa?
Sì, lo so che a Temptation Island dicono sia tutto finto, già deciso e già montato, ma a me non sembra sia poi così distante dalla vita di tutti i giorni, è solo una plastica rappresentazione di realtà che esistono davvero e lascia un po’ d’amaro in bocca.
E comunque, viva Lenticchio!
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