DI LUCA SOLDI

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Non c’è niente che pare impedisca le intimidazioni alla scuola “Giovanni Falcone” del quartiere Zen di Palermo.
Questa volta, nelle scorse ore, si è trattato di un uccello con la testa mozzata appoggiato davanti al cancello. Dopo il raid di domenica notte in cui è stata decapitata la statua che riproduce il busto del giudice ucciso dalla mafia e dopo che qualcuno l’ha scagliata contro la vetrata, adesso arriva un nuovo macabro avvertimento. Un messaggio con molte allusioni, simbolico.
Di nuovo una testa mozzata, dopo quella del busto del magistrato e quel nome così allusivo che richiama proprio ad avere assonanze con il cognome “Falcone”.
A scoprire tutto ciò è stato uno dei custodi dell’istituto mentre nessuno dice niente sul fatto che sia stato riparato o meno l’impianto di video sorveglianza.
Sul posto la polizia e la dirigente della scuola, Daniela Lo Verde che ha rinnovato il suo sconforto e la preoccupazione: “A questo punto non so più cosa pensare. Prima la statua e adesso questo. Staremo a vedere”.
Arriva anche il primo segno tangibile di vicinanza:
la presidente della Camera, Boldrini ha invitato, alla riapertura dell’anno scolastico, insegnanti e studenti a Roma, nell’Aula a raccogliere la solidarietà del Paese e delle istituzioni.
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