DI GIULIO ALBANESE
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In una bellissima fiaba tratta dal romanzo “Viandanti della storia” di Chinua Achebe, uno dei maggiori romanzieri africani (scomparso nel 2013 – https://it.m.wikipedia.org/wiki/Chinua_Achebe) viene riportato il colloquio tra un leopardo e una tartaruga in articulo mortis . Quest’ultima, chiese un favore prima di morire: «Un minuto per preparare il suo animo»; il leopardo, che da tempo cercava di catturare la preda, non trovò alcunché di male nel soddisfare la richiesta della sua vittima. «Ma invece di restare immobile come il leopardo si aspettava, la tartaruga cominciò a fare strani movimenti frenetici sulla strada, grattando con le mani e con i piedi e gettando sabbia in tutte le direzioni. Perché fai cosi? chiese il leopardo perplesso. La tartaruga rispose: Perché vorrei che dopo la mia morte tutti quelli che passano di qui dicessero ‘sì, qui qualcuno ha lottato contro un suo pari’. Ecco gente questo è quanto stiamo facendo noi. Stiamo lottando. Forse per nessun altro fine se non che quanti verranno dopo di noi possano dire: È vero i nostri padri furono sconfitti, ma almeno ci provarono».
I protagonisti di Viandanti della storia , Chris e Ikem muoiono opponendosi ad un regime militare che determina confusione, pessimismo e sopraffazione. Il romanzo, finemente politico, di Achebe, fa una dura analisi della Nigeria in un periodo della storia successivo al grande slancio nazionalistico che l’aveva portata all’indipendenza. Chris e Ikem sono degli eroi destinati a morire, ma che cercano lo stesso di lasciare un segno della propria lotta nel nome della libertà e della giustizia.
In un mondo come il nostro, dove l’idealità sembra essere scavalcata da un pragmatismo esacerbante, sradicato dai valori, il tentativo di Achebe è quello di riflettere sugli interrogativi più tormentosi che assillano la società . Anche la letteratura africana può aiutarci a comprendere il vissuto di popoli anni luce distanti dal nostro modo di vivere, ma paradossalmente vicini nel villaggio globale. Forse la differenza tra noi e loro risiede nella consapevolezza: loro di morire da tartarughe, mentre noi ignoriamo un simile destino costretti, però, a vivere come se niente fosse. Ciò non toglie che, in questo pazzo, pazzo mondo, tutti abbiamo una grande responsabilità , quella di consegnare ai posteri il proprio impegno per un mondo migliore.
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