DI LUCA COLANTONI
Ci siamo. È mezzanotte. Inizia ufficialmente il 15 luglio ed è arrivata l’ora di incontrare di nuovo dei “vecchi amici”. Gli U2 sono in assoluto l’autentica colonna sonora della mia vita. Le loro canzoni, tutte, nessuna esclusa, mi hanno esaltato nei momenti belli, tirato su di morale quando le cose non andavano bene. Ed è così oggi, come allora, una magia che si ripete, magnificamente, ogni volta. Merito di Paul David Hewson, in arte Bono, che è la voce, i brividi, le risate e i pianti. Merito di David Howell Evans, “The Edge” che è la melodia, l’assolo di chitarra che vorresti imparare a memoria, il brivido e l’adrenalina che corre su una corda di chitarra. Merito di Larry Mullen che è il cuore che batte al ritmo di quattro quarti di batteria. Merito di Adam Clayton che è il polmone che pompa di basso come non mai. Non vedo l’ora che arrivi stasera per far festeggiare insieme ad altre 70mila persone il trentennale di Joshua Three, l’album preferito, quello che sento “più mio”. Quello delle strade che non hanno nome, quello dell’ancora non ho trovato quello che cerco, quello del correre restando sempre fermi, del con o senza te e del coraggio delle Madri di Plaza de Mayo. E sarò lì, all’Olimpico, in piedi ed emozionato come sempre, ringraziandovi di persona per quello che mi avete regalato finora in fatto di emozioni allo stato puro, di musica, di note, di acuti e toni bassi, di testi, di concerti, di performance, di significati. E grazie per aver portato con voi anche il buon Noel Gallagher con il quale ci esalteremo cantando Don’t Look Back in Anger. Grazie per quella voglia di libertà infinita nell’ascoltare tutti i vostri brani, perché a tutti noi pazzi di voi e orgogliosamente faziosi, piace camminare laggiù, “where the streets have no name”, dove le strade non hanno un nome, per una libertà di due sole lettere: U2…
A stasera Band, sì, a stasera ragazzi… !
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