DI VANNI CAPOCCIA
A Genova al palazzo Ducale esposte una serie di opere dubbie attribuite a Modigliani. Gli organizzatori costretti a chiudere la mostra in anticipo.
Ma non è la maledizione di Modì. E’ un episodio che rimette in evidenza la superficialità con la quale si organizzano mostre evento prive di una solida base culturale utili solo alle imprese cui vengono appaltate e ai curatori. Dove, a volte, sguazzano persone superficiali o senza scrupoli che dentro queste esposizioni ficcano falsi. In questo modo vengono ripulite opere dubbie o smaccatamente false usando, tanto per capire, la stessa tecnica con la quale si ripuliscono denari guadagnati illecitamente.
Brutta storia quanto successo a Genova, dovrebbe indurre gli enti commissionari delle mostre ad evitare rassegne di grandi dimensioni e curatori che ne organizzano a decine in un anno. A chiedere che organizzatori e curatori non espongano opere di loro proprietà o di parenti stretti. A pretendere che tutto ciò che è esposto abbia una chiara definizione della proprietà e del luogo dove si trova.
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