DI MICHELE ANSELMI

Quando “Lui è tornato” uscirà a gennaio, col marchio Vision Distribution cioè Sky, probabilmente in molti avremo dimenticato le polemiche sul “nostalgico” stabilimento balneare di Chioggia, le sortite infelici di Laura Boldrini sul disagio dei “vecchi partigiani” di fronte ai monumenti d’epoca fascista, forse pure il controverso disegno di legge del deputato del Pd Emanuele Fiano. Ma vedrete che si svilupperà comunque una discreta bagarre attorno al film, diretto da Luca Miniero, che rifà in salsa italiana l’acre commedia tedesca “Lui è tornato” di David Wnendt, del 2015.

Se nell’originale teutonico il Lui in questione era nientemeno che Adolf Hitler, già, il Fürher, come “scongelato” e tornato in vita nella Berlino del 2014, nel remake italico l’inatteso risorto spuntato dal 1945 sarà naturalmente Benito Mussolini, il Duce, con gli esiti comici che si possono immaginare.
Oddio, non è la prima volta che avviene lo scambio. Anche “Il nome del figlio” di Francesca Archibugi, tratto dal francese “Cena tra amici” di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, ribattezzò Benito il nascituro Adolphe, con riferimento allo storico Adolf, così per aggiornare il motivo del contendere tra politica e sociologia.
Nel caso di “Lui è tornato”, però, ci sarà proprio un Mussolini in carne e ossa, col faccione di Massimo Popolizio, sulla falsa riga del film tedesco. Qualcuno ricorderà, anche se da noi l’originale incassò solo 204 mila euro. Pure troppi, vista la nota ironia tedesca. Succedeva, infatti, che un regista televisivo appena disoccupato tornava a fare ascolti record utilizzando un Adolf Hitler scovato a spasso per la città; tutti pensano che sia un imitatore perfetto, uno scherzo ben riuscito, invece no, è proprio lui, e alla fine c’è poco da ridere.
Il remake italiano è stato presentato così da Nicola Maccanico, nuovo capo di Vision Distribution, nel corso di un’ampia intervista alla rivista specializzata “Box Office”. «Il film immagina Mussolini che si risveglia nell’Italia di oggi e che si immerge nel nostro mondo, cogliendo profonde differenze ma anche inaspettate assonanze rispetto al suo tempo. Abbiamo l’ambizione di parlare a un target ampio e trasversale, facendo ridere e riflettere».
C’è da augurarsi che sia così, perché la sfida è rischiosa: il tedesco “Lui è tornato” usava la paradossale trovata per suggerire, nel crescendo drammatico, cose fin troppo serie, col risultato di non essere né carne né pesce (anche perché Oliver Masucci nei panni di Hitler non era granché). Vedremo con la versione italiana, che vede Frank Matano e Stefania Rocca affiancare il mattatore Popolizio in orbace. Nessuna fotografia di set è stata diffusa nel corso delle riprese, apposta per non “bruciare” la curiosità. Ne esiste solo una ufficiale, col Duce di spalle, predisposta da Vision Distribution. Luca Miniero è esperto di rifacimenti, sin dai tempi di “Benvenuti al Sud”. Ma qui l’argomento è più delicato. Già poco si rimpiange “Fascisti su Marte” di Corrado Guzzanti…
(NELLE FOTO: L’unica immagine diffusa di “Lui è tornato” versione italiana. Sotto, una scena dell’originale tedesco del 2015)
L’angolo di Michele Anselmi / Scritto per Cinemonitor
L'immagine può contenere: una o più persone, cappello e sMS
L'immagine può contenere: una o più persone, barba e spazio all'aperto
Annunci