DI CLAUDIA BALDINI
Margherita Hack, scomparsa dalla nostra vista il 29 giugno 2013, rivive ORA in un asteroide che vaga nello spazio con il suo nome noto a tutti gli astrofisici del mondo.
Un’eccellenza italiana in ogni senso.
Prima donna direttrice di un osservatorio fino agli anni 90, l’osservatorio di Trieste, lo ha portato a livello mondiale con le nuove tecnologie che non ha esitato a sperimentare per la sete di conoscenza, soprattutto verso i ‘buchi neri’ e le orbite anomale di alcune stelle. Margherita negli anni è diventata un modello nel perseguimento di un suo pensiero autonomo originale non solo scientifico, ma per lo stesso rigore con cui si confrontava con i problemi dell’umanità e del Paese.
Margherita è stata una persona incredibile e donna. In grado di coniugare due tensioni personali, quella di guardare in alto, verso mondi lontanissimi inesplorati. Lo ha fatto come i poeti, non con la poesia, ma con i piedi sempre piantati in terra, e partecipe solidale dei problemi della nostra società.
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