DI RAFFAELE VESCERA

Ieri, Maria Elena Boschi ha dato l’annuncio trionfale: “Da domani mattina, lunedì 17 luglio 2017 tutte le madri e i padri di bambini fino a 3 anni nati a partire dal primo gennaio 2016 potranno richiedere un assegno di 1.000 euro all’Inps per il pagamento di rette presso asili nido pubblici e privati”.Ciò che la Boschi non dice è che il suo governo ha eliminato il tetto di reddito per accedere al bonus, con la conseguenza che anche i miliardari potranno richiederlo. Morale, i ricchi che non hanno bisogno dei mille euro per mantenere i figli, li avranno togliendoli ai poveri che, allevando i figli tirando la cinghia, avrebbero avuto bisogno di duemila euro di sostegno. E’ la legge di Renzi-Hood, togliere ai poveri per dare ai ricchi. Poveri in gran parte concentrati nel Mezzogiorno, dove risiedono tre dei quattro milioni e mezzo di italiani sotto la soglia di povertà, in una proporzione doppia rispetto al Centronord.
La beffa è ancora più eclatante per il Sud, dove in virtù di una legge scellerata gli asili nido sono vieppiù assenti per mancanza di finanziamenti statali. Per gli asili nido il governo ha stanziato 1,3 miliardi, ma il fabbisogno comunale non è misurato in base al fabbisogno di bambini da zero a tre anni ma sugli asili nido esistenti nel 2013. Chi aveva zero asili si ritrova fabbisogno zero. La legge in questione, voluta dal governo Renzi e accettata da tutti i partiti, finanzia non i fabbisogni standard dei territori, secondo Costituzione, per cui a parità di popolazione si concede la stessa quota di aiuti statali, ma finanzia la “spesa storica” ovvero il già esistente. Per cui città del Nord più ricche che già avevano molti asili nido saranno finanziate per il loro mantenimento, mentre le città del Sud, più povere, per le quali lo Stato non ha mai investito negli asili nido, non avranno nulla. Il paradosso di Modena e Reggio Calabria, pari abitanti, nella prima saranno finanziati una ventina di asili, nella seconda zero. Dunque i mille euro non solo andranno ai molto ricchi, ma saranno distribuiti più di tutto ai cittadini del Nord, che hanno un reddito pro capite doppio di quelli del Sud, dove molte famiglie hanno il problema del latte e del pane quotidiano. Di più: se hai il bonus bebè che va in base al reddito, non ti spetta quello per il nido. Dunque se sei povero ti paghi il nido, se sei ricco te lo paga lo Stato.
Stessa storia degli 80 euro voluti da Renzi per tutti, anche per le famiglie con doppio reddito di lavoro, concentrate più di tutto nelle regioni settentrionali. Bonus dal quale sono stati esclusi i poveri che non hanno raggiunto la soglia minima prevista di reddito, e i disoccupati, in gran parte residenti al Sud.
E’ evidente il progetto neoliberista renziano che mira ad impoverire i già indigenti e ad accontentare il ceto medio-alto, da cui trae i suoi voti, come ha ben evidenziato il referendum anticostituzionale del 4 dicembre dove il Sì ha vinto solo nei quartieri borghesi delle grandi città del Centronord, ricevendo al contrario una memorabile mazzata al Sud. Amor con amor si paga. Se lo ricordi il Renzi dell’amor(e) omnia vincit.

 

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