DI ROBERTO SCHENA
B. usa l’ipotesi di una futura “grosse coalitionen” non perché ci creda, ma per mettere alle strette Salvini. Ieri ha detto che mai e poi mai si alleerà con Renzi o il Pd. Significa che sottobanco sta dialogando con Salvini, che lo sta piegando ai suoi voleri su temi come uscita dall’Euro o dall’Ue, visti come il fumo negli occhi, autentici macigni sulla strada di una riedizione vittoriosa del centrodestra. La strategia di B. sta raggiungendo il suo scopo. Anche perché in Lega è considerato sì importante prendersi i voti degli scontenti dell’Euro e dell’Ue, ma è ancora più importante tenersi le poltrone e possibilmente moltiplicarle col ritorno al governo, ma per realizzare questo obiettivo sa che deve evitare scossoni tremendi in campo politico-economico. Insomma, la Lega in realtà sarebbe disponibile a rinunciare al “populismo”.
D’altra parte, tutta Europa punta a una vittoria del centro destra non populista in Italia, non fosse che per un atteggiamento più duro in tema di sbarchi di immigrati e di difesa dei confini. Il rischio è, infatti, di perdere consenso in casa propria se si accettassero le proposte italiane. L’Ue punta chiaramente alla liquidazione della sinistra in Italia, non sarebbe così rigida nel negare i porti e la distribuzione delle quote di immigrati. Anzi, tutti gli europei, si potrebbe dire, compreso forse ormai la maggioranza degli italiani, puntano a una vittoria del centrodestra non populista in Italia.
In quanto alla sinistra, tra scissioni e spaccature, sta facendo di tutto per riconsegnare il Paese al centrodestra, pur di raggiungere l’obiettivo di liquidare l’odiatissimo Matteo Renzi. Quando questo succederà, perché il centrodestra unito vincerà alla grande, niente più ius soli, anzi, niente più diritti per nessuno, né per gli immigrati, né per chi non sia bianco, maschio, cattolico conservatore, eterosessuale e possibilmente del Nord.
Vi è chiaro, adesso il quadro politico?
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