DI MARCO FURFARO
Non c’entra niente l'”invasione”. E tanto meno “il tentativo di cambiare il corpo elettorale”, come in maniera disdicevole si è azzardato a dire un ministro della Repubblica (Costa, AP) minacciando le dimissioni. Già oggi si può prendere la cittadinanza italiana al compimento dei 18 anni.
Lo Ius Soli è una norma di civiltà, si tratta semplicemente di regolizzare quasi un milione di bambini che italiani già lo sono. La stampa associa la legge alla migrazioni in corso, che non c’entrano nulla. Le persone sono spaventate da una percezione errata a causa degli avvoltoi della politica e dei media. Il rinvio è una sconfitta, non solo culturale, non solo di una battaglia di civiltà, ma del senso della politica.
Banche, Jobs Act, Sblocca Italia. Si è andati dritti come treni, asfaltando opposizioni e sindacati. Per i bambini no. Si rinuncia al senso nobile della politica, quello di spiegare, convincere e battersi per ciò che è giusto in nome del “clima” nel Paese. Come se Mandela avesse rinunciato alla pacificazione nazionale guardando allo spirito di rivalsa dei neri contro i bianchi, come se Martin Luther King avesse rinunciato a battersi contro la segregazione razziale perché in Alabama i bianchi avrebbero votato contro. Un governo in mano alle bizze di Alfano e alla paura di questi piccoli politici.
Perdonateci bimbe e bimbi, ma l’Italia è migliore di chi la governa. Non vi lasceremo soli. Insieme, vinceremo anche questa battaglia contro l’esercito di codardi che oggi la rappresenta.
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